In consiglio comunale disco verde alla manovra di riequilibrio. Con la solita incognita Atm

In consiglio comunale disco verde alla manovra di riequilibrio. Con la solita incognita Atm

In consiglio comunale disco verde alla manovra di riequilibrio. Con la solita incognita Atm

lunedì 11 Ottobre 2010 - 13:49

Voto contrario solo del Pd e di Pergolizzi. L’Udc di D’Alia assente in aula, dopo aver però criticato la polemica Lombardo-Buzzanca sul post-alluvione. Duri Melazzo e Calabrò: «Ancora una volta votiamo senza sapere a quanto ammontano i debiti dell’azienda trasporti»

Con diciannove sì, otto no e un’astensione il consiglio comunale dà il via libera anche alla manovra di riequilibrio di bilancio. Una “manovrina”, sarebbe meglio chiamarla, da poco più di 4 milioni di euro. Ma con una grossa incognita chiamata, manco a dirlo, Atm. Com’era prevedibile, infatti, le maggiori perplessità sollevate in aula hanno riguardato la situazione debitoria dell’azienda trasporti, ancora ignota. «Ancora una volta votiamo un documento contabile del Comune senza sapere a quanto ammontano i debiti della sua più grossa azienda controllata», la sintesi di quanto lamentato da Giuseppe Melazzo dell’Udc e da Felice Calabrò del Pd. «Il problema non è quello che c’è in questa delibera – rincara la dosa nei corridoi Melazzo – ma quello che “non” c’è». Il presidente della commissione Bilancio, che lo ricordiamo attende di essere convocato dalla procura della Corte dei Conti proprio sui numeri dell’Atm, aveva anche proposto di attendere che arrivasse a Palazzo Zanca il cosiddetto “superbilancio” dell’azienda trasporti, che gli uffici di via La Farina hanno già predisposto ed è al vaglio di una primaria azienda di revisione contabile. Ma niente, s’è votato comunque.

A proposito di incognite, ne ha sollevate altre Calabrò: «Il piano di dismissioni, sul quale si fonda tutto il bilancio: su 32 milioni, quanto previsto per le prime due annualità del piano triennale, abbiamo incassato 3 milioni». Ai quali si aggiungeranno, va detto, i 4,6 milioni frutto dell’accordo tra Comune e ministero degli Interni per la caserma dei Vigili del fuoco. «E il resto? Siamo fermi. Come si pensa di coprire i debiti, compresi quelli dell’Atm?». Con altre dismissioni, secondo Melazzo, il quale interpreta così la decisione della giunta di inserire altri immobili nel piano di alienazione: «Evidentemente i numeri dell’Atm secondo cui sarebbero 51 milioni i debiti sono confermati». Questo lo vedremo presto. «Il 31 ottobre – ha assicurato l’assessore alle Finanze Orazio Miloro – arriverà il maxi bilancio dell’Atm che subito proporremo al consiglio comunale». Che dunque si dovrà assumere l’onere e l’onore di votare uno degli atti più importanti degli ultimi anni. Ma concentrarsi solo sull’Atm, secondo il finiano Nello Pergolizzi, sarebbe un errore: «Ci si ricordi che ci sono anche Ato3 e Messinambiente, che non mi pare siano messe meglio».

Pergolizzi ha fatto “maliziosamente” notare l’assenza in aula dell’Udc targato D’Alia. Un’assenza anticipata da una dichiarazione del capogruppo, Bruno Cilento, sulle polemiche dei giorni scorsi tra Buzzanca e Lombardo sul post-alluvione: «Polemiche inutili – ha tuonato Cilento – si pensi piuttosto a cosa è stato realmente fatto per Giampilieri e gli altri villaggi e a quanto è stato promesso dallo Stato in termini di finanziamenti». Brucia, e non viene nascosto, quanto detto dal vicepresidente del Senato Domenico Nania all’indomani della bocciatura dell’emendamento alla Finanziaria proposto da Gianpiero D’Alia ed Anna Finocchiaro per stanziare 100 milioni in favore dei luoghi alluvionati: «Quella è solo demagogia – aveva sentenziato Nania – i fondi arriveranno dal Governo, stiano tranquilli».

Tornando al riequilibrio, queste le maggiori spese obbligatorie individuate come priorità: 1, 2 milioni di pignoramenti, 1,5 milioni di debiti fuori bilancio, 995 mila euro per organi istituzionali, 110 mila euro per segreteria generale, personale ed organizzazione, 80 mila euro per viabilità e trasporti, 60 mila euro per il settore sportivo e ricreativo, 50 mila euro per funzioni relative alla cultura, 22 mila euro per “gestione del territorio”, 18 mila euro per “funzioni riguardanti lo sviluppo economico”, 1.200 euro per altri servizi generali. Tra gli emendamenti più rilevanti, quello di Marcello Greco (Udc) che prevede 700 mila euro per il “pagamento delle indennità di fine rapporto del personale ex legge 285/77”, da ricavare dal rimborso del ministero dell’Interno per il personale stesso. Alla fine dell’ennesima seduta, disco verde, fatta eccezione per il Pd e per Pergolizzi. Per le “incognite”, ci sarà tempo fino alla manovra di assestamento. E soprattutto fino all’arrivo del superbilancio dell’Atm in consiglio comunale. Lì se ne vedranno delle belle.

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