Cgil, Cisl, Uil, Csa, Diccap, Ugl e Fsi: “Si proceda a controlli sulla regolarità dell'erogazione del ticket a personale avente diritto a rimborsi previsti ad altri titoli dalla vigente normativa contrattuale”
Il costo della vita aumenta, così i sindacati chiedono ai vertici di palazzo de Leoni di adeguare l’importo del “buono pasto” a questa crescita. Cgil, Cisl, Uil, Csa, Diccap, Ugl e Fsi hanno scritto una nota al presidente della Provincia Nanni Ricevuto, attraverso la quale viene sollecitato l’aggiornamento della quota dei buoni. L’erogazione dei buoni pasto al personale dipendente inquadrato nelle qualifiche funzionali dalla A alla D, avviene sulla scorta di un rigido meccanismo di controllo delle presenze garantito dalla rilevazione automatica delle stesse. I sindacati sottolineano però come per il restante personale, dirigenti compresi, risultano non rari casi di erogazione di oltre 20 tickets mensili a singoli soggetti.
“Chiediamo anche per il tutto il personale non appartenente alla categorie contrattuali sopra citate – si legge nella nota -, che vengano adottati sistemi per un’obiettiva e rigida verifica di tutte le condizioni previste dal relativo “Regolamento” per l’erogazione del servizio sostitutivo mensa, non escludendo, ed esclusivamente a tal fine, l’adozione di rilevazione automatica delle presenze, così come peraltro previsto dall’ARAN in diversi pronunciamenti in materia. Si proceda – concludono i sindacati -, a controlli sulla regolarità dell’erogazione del ticket a personale avente diritto a rimborsi previsti ad altri titoli dalla vigente normativa contrattuale”. Il riferimento non è diretto, ma facilmente intuibile. (ER)
