Gestione rifiuti in città. Prosegue la polemica “bifronte”: da un lato i lavoratori, dall’altro la politica

Gestione rifiuti in città. Prosegue la polemica “bifronte”: da un lato i lavoratori, dall’altro la politica

Gestione rifiuti in città. Prosegue la polemica “bifronte”: da un lato i lavoratori, dall’altro la politica

lunedì 09 Maggio 2011 - 10:39

Questa mattina nuovo presidio dei lavoratori di Messinambiente in attesa di rassicurazione sul futuro occupazionale, che si deciderà lunedì sera nell'assemblea dei soci. Nuovo -affondo- del Pd con il segretario cittadino Grioli: Buzzanca continua a scherzare con il fuoco

E’ una polemica bifronte quella che interessa il settore della raccolta rifiuti in città. Da un lato, infatti, proseguono le proteste dei lavoratori che non vedono di buon occhio la messa in liquidazione della società rispetto al proprio futuro occupazionale, dall’altro si infiamma la polemica politica. In merito a quest’ultimo aspetto ricordiamo intanto che lunedì sera, alle 20,30, è stata fissata l’assemblea dei soci per decidere l’eventuale e definitiva -chiusura- della partecipata di cui il Comune è socio di maggioranza.

Ma procediamo per gradi partendo proprio dall’assemblea tenutasi questa mattina davanti a Palazzo Zanca da parte dei lavoratori di Messinambiente (l’ultima venerdì scorso ndr) che continuano a denunciare un atteggiamento ambiguo da parte del sindaco Buzzanca: «Avvertiamo la sensazione – spiega la segretaria della Fp Cgil Clara Crocè – che qualcuno stia scientemente provocando una crisi nel settore rifiuti a Messina perché poi nell’emergenza è facile fare affari. L’accelerazione impressa dal sindaco e dall’Ato 3 alla messa in liquidazione della Messinambiente senza alcun confronto preventivo con sindacati e lavoratori, quindi senza alcuna garanzia concreta circa il futuro, come potrebbe non provocare lo stato di agitazione?». Nonostante le diffuse preoccupazioni, tuttavia, da domani i lavoratori articoleranno in modo diversa la loro protesta, organizzando un presidio permanente davanti al Comune ma dandosi il cambio in orario extra-lavorativo così da non provocare ricadute sul servizio di raccolta rifiuti in città. La protesta andrà avanti fino a quando non ci saranno risposte concrete.

Anche l’OrSa non le manda certo a dire. «La messa in liquidazione di Messinambiente – scrive in un comunicato Giuseppe Bagnato – è la fine di un ciclo virtuoso che per anni, grazie alla professionalità ed al senso di responsabilità delle maestranze, ha mantenuto il decoro e l’igiene della città. Il vero male del ciclo dei rifiuti si chiama ATO3, la struttura doppione che nonostante l’inutilità e il fallimento conclamato che ha indotto la Regione Sicilia a decretarne la sostituzione con le SRR, nella città di Messina tenta gli ultimi colpi di coda cercando di eliminare la storica contendete Messinambiente attraverso una gara d’appalto che il commissario liquidatore Antonio Ruggeri non può bandire. E’ giunto il momento – conclude il sindacato autonomo – di mettere da parte ripicche e interessi di bottega a favore dell’interesse collettivo, la crisi dei rifiuti metterebbe definitivamente in ginocchio una città che in tema di vergogne non si è fatta mancare nulla, si apra subito un tavolo di confronto con i lavoratori e si sottoscrivano gli impegni, gli annunci e le promesse lasciano il tempo che trovano».

Ma come detto è polemica anche nei corridoi dei Palazzi. Ad “affondare” contro l’amministrazione, come fatto in tante altre occasione negli ultimi mesi, è il segretario cittadino del Pd Giuseppe Grioli: «Sul fronte della gestione dei rifiuti chi ha scherzato e continua a scherzare col fuoco è solo il sindaco Buzzanca. Ci dimostri quale strategia vincente stia mettendo in campo nella gestione dei rifiuti perchè ancora la città non l’ha capita. Le proposte che abbiamo lanciato dal 2009 ad oggi non sono mai state colte dall’amministrazione». Per il Pd, infatti, quella della procedura di liquidazione, definita dal primo cittadino una “scelta tecnica”, di tecnico in realtà ha ben poco, dovendo piuttosto essere considerata una «scelta politica assolutamente irragionevole perchè va contro gli interessi della città. La legge cui fa riferimento il sindaco ed il dott. Ruggeri dispone che i servizi pubblici locali devono essere gestiti da società, in qualunque modo costituite, individuate attraverso gara ad evidenza pubblica oppure attraverso società miste purchè il socio privato abbia anche compiti operativi e sia comunque individuato attraverso una gara ad evidenza pubblica. Quest’ ultima opzione sarebbe stata quella più corretta al fine di tutelare il livelli occupazionali, rendere Messinambiente una realtà economicamente competitiva sul mercato ed aggiungo anche che in vista del nuovo bando che la SRR subentrando agli ATO dovrà pubblicare, Messinambiente con partner privati avrebbe tutte le carte in regola per partecipare per una gestione dei rifiuti di livello provinciale».

Il segretario cittadino del Pd rivolge dunque un appello all’amministrazione chiedendo «un serio ripensamento su quanto si sta portando avanti. La strada che abbiamo tracciato noi e che è stata approvata da una mozione in consiglio comunale è quella che più di tutti persegue gli interessi della città, dei lavoratori e del futuro della gestione dei rifiuti».

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