Assessore regionale e sindaco prospettano soluzioni diverse per risolvere il caso Piemonte. La protesta dei lavoratori all'esterno dell'ospedale ha letteralmente mandato in tilit la circolazione
I buoni propositi per salvare l’Ospedale Piemonte non mancano, i soldi per attuarli, però, non sono ancora sufficienti. E’ quanto emerso nel corso della seduta straordinaria della Commissione regionale della Sanità, che si è tenuta questo pomeriggio all’interno del nosocomio di viale Europa ed alla quale hanno preso parte i deputati regionali messinesi, tra cui anche Franco Rinaldi e Giuseppe Picciolo.
In attesa che arrivino gli 860 milioni previsti dall’articolo 20 della Finaziaria regionale, che serviranno a mettere a norma tutti gli ospedali siciliani – e tra questi anche il Piemonte – l’assessore regionale Massimo Russo e il presidente della Commissione Giuseppe Laccoto (Pd) hanno proposto una soluzione tampone, annunciando di poter mettere immediatamente a disposizione dell’Ospedale 2,5 milioni di euro, di cui 1,2 milioni di euro provenienti da fondi della protezione civile, una parte dalle casse dell’azienda ed una parte da risorse dell’Assessorato .
-Con questa somma – hanno detto i due esponenti regionali – potremo in tempi brevi ristrutturare e mettere in sicurezza un padiglione, che quasi sicuramente sarà il padiglione 6”.
La proposta di Laccoto e Russo non soddisfa, però, il sindaco Giuseppe Buzzanca, il quale insiste affinché la Regione si attivi per mettere a norma l’intero Ospedale e non singoli reparti, temendo che dopo i primi interventi il processo di ammodernamento della struttura si arresti.
Il primo cittadino ha, quindi, sollecitato il Direttore generale dell’azienda ospedaliera Ospedali riuniti Papardo-Piemonte, Armando Caruso a convocare al più presto un tavolo tecnico per stabilire un cronoprogramma dettagliato degli interventi da realizzare per mettere in sicurezza l’intero ospedale.
Se sulla tempistica e sulla gradualità degli interventi Buzzanca e Russo sono in evidente disaccordo, sull’obiettivo finale pare ci sia sintonia perfetta: entrambi, infatti, ritengono indispensabile restituire alla struttura ospedaliera del centro cittadino i 121 posti letto, oggi dimezzati in seguito al trasferimento di alcuni reparti all’Ospedale Papardo.
“Riporteremo i 121 posti letto – ha dichiarato l’assessore al suo arrivo. Il trasferimento temporaneo è legato a problemi di sicurezza, messi in luce anche dalla Commissione Sanità del Senato, che ha recentemente svolto un accurato sopralluogo sollecitando gli opportuni adempimenti”.
E mentre all’interno si discuteva del futuro dell’Ospedale, in strada, il personale medico e paramedico ha messo in atto una protesta plateale, occupando il viale Europa e mandando letteralmente in tilt la circolazione. I lavoratori, che si oppongono allo smantellamento del presidio ospedaliero, hanno manifestato così il loro dissenso contro la decisione di ridurre l’attività del nosocomio accorpato all’ospedale Papardo in seguito alla riforma regionale sulla sanità.
