Rispolverare le «magnifiche sculture tutt’oggi riposte nei locali del nostro Museo»
A Messina campeggiano opere d’arte ‘fotocopia’.
Lo sostengono i gruppi consiliari del partito democratico capeggiati da Felice Calabrò (nella foto), che in un’interrogazione al sindaco Giuseppe Buzzanca, sottolineano la necessità di alcune «riflessioni in merito agli interventi relativi ai lavori di riqualificazione ed arredo urbano connessi al Programma Integrato Strategico Sistemi Commerciali promosso da codesta amministrazione».
Due i casi di “plagio” evidenziati dai consiglieri comunali di centro-sinistra: uno a “Piazza della Memoria; l’altro al Palacultura di viale boccetta.
«Come noto – si legge testualmente – il Comune di Messina ha indetto un bando per la realizzazione e progettazione di un opera d’arte da collocare in Via Porta Messina, nell’area denominata “Piazza della Memoria”. L’obiettivo primario del concorso di progettazione era, invero, quello di realizzare un nuovo elemento artistico – architettonico in grado di contribuire, in maniera sostanziale ed effettiva, alla definizione di una nuova immagine simbolo di rinascita per la nostra città.
Tra i numerosi partecipanti, la “palma della vittoria” è stata assegnata alla scultura realizzata dallo studio Architecture and Vision, guidato dall’italiano Arturo Vittori e dallo svizzero Andreas Vogler, denominata La Fenice».
Gli attenti osservatori del Pd fanno tuttavia rilevare che «l’opera in questione presenta forti tratti similari ad altro monumento autorevolmente realizzato in passato dall’artista rumeno Brancusi, peraltro collocato tra i cento maggiori capolavori del pianeta». “La Fenice” dunque- secondo gli esponenti del Pd – non sarebbe altro che una riproduzione che il Comune avrebbe pagato come opera originale appositamente realizzata dallo studio Architecture and Vision.
Il caso della scultura di Via Porta Messina – scrivono ancora dal pd- non sarebbe isolato perché «non è la prima volta che talune nuove opere destinate alla nostra città abbiano caratteri pressoché identici ad altre già realizzate. A tal uopo, infatti, ci viene in mente l’immagine del pannello bronzeo che campeggia sulla facciata del Palacultura, raffigurante una interpretazione artistica con richiami alla cultura, al lavoro fisico ed intellettuale, la cui familiarità con l’opera di Durer, denominata Melanconia è oltremodo evidente».
Evidenziata quella che considerano quantomeno un’anomalia, Felice Calabrò e company interrogano Buzzanca per sapere se “non sarebbe più opportuno che la nostra amministrazione ancor prima di conferire degli incarichi, chiaramente ben retribuiti, istituisse una Commissione di controllo sui progetti in corso di realizzazione ». Al contempo, lanciano una proposta concreta, precisando che sarebbe «più rappresentativo per Messina, dar luce alle magnifiche sculture tutt’oggi riposte nei locali del nostro museo, opere senza ombra di dubbio di adamantina autenticità».
A conclusione del loro intervento scritto, i consiglieri del Pd invitano il sindaco «ad adottare gli opportuni provvedimenti utili ad una effettiva e congrua riqualificazione della nostra città».
