Primi “fuochi” sulla riforma degli Ato. Cateno De Luca: «Pronto a occupare la sede dell’Ars»

Primi “fuochi” sulla riforma degli Ato. Cateno De Luca: «Pronto a occupare la sede dell’Ars»

Primi “fuochi” sulla riforma degli Ato. Cateno De Luca: «Pronto a occupare la sede dell’Ars»

martedì 09 Marzo 2010 - 09:35

Il deputato regionale dell’Mpa e sindaco di Fiumedinisi: «Non si può scaricare sui comuni un debito di oltre un miliardo di euro. Guiderò la protesta dei sindaci siciliani»

Per una volta Cateno De Luca e Giuseppe Buzzanca si ritrovano fianco a fianco. Non come deputati regionali, ma come sindaci, uno di Fiumedinisi, l’altro di Messina. Sono affiancati da un nemico comune: la riforma degli Ato che il governo Lombardo sta portando tra i banchi dell’Ars. Un disegno di legge più volte osteggiato pubblicamente da Buzzanca, al quale oggi si aggiunge nella protesta De Luca, che dopo il disaccordo sul Piano Casa sembra pronto nuovamente ad andare contro il “suo” governo. E a mettere in campo proteste eclatanti, nelle quali il sindaco di Fiumedinisi è maestro. «Non si può presentare in aula un disegno di legge di riforma della gestione integrata dei rifiuti – afferma De Luca – che non tenga conto delle responsabilità politiche e amministrative degli ultimi 10 anni, scaricando tutto sui comuni siciliani».

«I colleghi del Pd – continua il deputato autonomista – non possono fare finta di non sapere cosa è successo a partire dalla ordinanza di Protezione Civile del maggio ‘99, che disponeva la nomina a commissario delegato per la predisposizione di un piano di interventi di emergenza l’allora presidente della Regione Capodicasa, che approvò il P.I.E.R. ( Documento delle Priorità degli Interventi per l’Emergenza Rifiuti)». Secondo De Luca la riforma degli Ato è «un disegno di legge, voluto fortemente da una precisa parte politica, che vuole chiudere il conto con il passato, facendolo pagare a tutti i siciliani con una norma transitoria e finale, condannando al dissesto finanziario l’intero sistema degli enti locali della regione siciliana. Non si può parlare di principi di sussidiarietà e di leale collaborazione con gli enti locali, quando con una legge si riversano solo sui comuni oltre un miliardo di euro di debiti, condannandoli alla bancarotta».

Ciò non toglie che secondo De Luca una riforma sia necessaria più che mai, ma «l’abrogazione dell’art. 201 del decreto 152 del 2006 da parte della Camera, che di fatto cancella il sistema degli Ato rifiuti e idrici, deve farci riflettere su un disegno di legge ormai superato dai fatti, e che scarica la responsabilità e il costo del fallimento del sistema rifiuti, messo in piedi solo per bruciare risorse pubbliche e assegnare 189 posti di sotto governo nei 27 consigli di amministrazioni. Pertanto, oggi chiederò al Governo, di rimandare in commissione il testo del disegno di legge presentato, e se non dovesse accettare, sono pronto a proporre la modifica del testo in aula con una valanga di emendamenti, già predisposti con altri colleghi parlamentari. Inoltre, se tutto ciò non dovesse bastare a far cambiare idea al Governo, che con questa norma intende nominare, commissari ad acta, in tutta la Sicilia, per monetizzare i crediti legittimamente vantati dai singoli Ato, ponendoli a carico dei comuni interessati, sarò costretto a “spogliarmi dalle vesti di parlamentare”, per indossare la fascia di sindaco, invitando anche i miei colleghi sindaci di tutta la Sicilia, ad occupare Palazzo dei Normanni, per evitare la condanna a morte delle nostre comunità».

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