La procura di Catania smentisce la richiesta d'arresto per il governatore siciliano Raffaele Lombardo

La procura di Catania smentisce la richiesta d’arresto per il governatore siciliano Raffaele Lombardo

La procura di Catania smentisce la richiesta d’arresto per il governatore siciliano Raffaele Lombardo

mercoledì 12 Maggio 2010 - 07:20

Il procuratore capo Vincenzo D'Agata smentisce le indiscrezioni pubblicate sul quotidinao La Repubblica. Confermata la conferenza stampa del presidente

-Il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, e suo fratello Angelo, indagati per concorso esterno in associazione mafiosa devono essere arrestati-. Questa la notizia pubblicata, stamattina, sul quotidiano La Repubblica, secondo il quale la richiesta di carcerazione sarebbe stata firmata dal procuratore di Catania Vincenzo D’Agata, dall’aggiunto della Direzione distrettuale antimafia Giuseppe Gennaro e dai sostituti procuratori Agata Santonocito, Iole Boscarino e Antonino Fanara ed inviata al giudice delle indagini preliminari .

La Procura della Repubblica di Catania smentisce le indiscrezioni e nega di aver inoltrato richiesta di arresto nei confronti di Raffaele Lombarado e del fratello Angelo.

Il procuratore capo Vincenzo D’Agata, anticipando all’Ansa il testo di una sua dichiarazione sulla notizia pubblicata oggi dal quotidiano la Repubblica afferma -La Procura della Repubblica di Catania non ha avanzato alcuna richiesta nei confronti del presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo o di altri politici- nell’ambito dell’inchiesta aperta sulle indagini del Ros su mafia e appalti (ansa).

Secondo Repubblica la richiesta d’arresto sarebbe stata accelerata dalle fughe di notizie sull’inchiesta avviata dalla Procura di Catania proprio in seguito allo scoop del quotidiANO. Alla base della richiesta di carcerazione vi sarebbe stato il pericolo di inquinamento delle prove. Ma la Procura, come detto, smentisce la rchiesta del provvdimento restrittivo.

Intanto,il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo, aveva già respinto ogni accusa e in un videopost pubblicato sul suo blog ha dichiarato: -La mafia reagisce come puo’. Talvolta puo’ fare pervenire alle persone giuste le informazioni sbagliate o quelle che le convengono. Credo che magistrati e cittadini debbano guardare ai fatti. Ne cito uno: la mia giunta ha fatto saltare il piu’ grande affare che la mafia si apprestava a fare, quello collegato al sistema dei rifiuti-.

-Come ha detto Scarpinato nella sua relazione alla commissione per la lotta alla criminalita’ – incalza Lombardo – Cosa nostra aveva precisi interessi e puntava a infilarsi nel sistema dei rifiuti che gli avrebbe consentito di lucrare 5-7 miliardi di euro e una rendita annua di centinaia di milioni di euro per i prossimi 20-30 anni, e forse piu’, tutti sulla pelle e sul sangue dei siciliani-. Lo stop imposto dal suo governo, conclude il governatore siciliano, -e’ stato un colpo abbastanza forte, anche perche’ a fronte dei vantaggi ci sono state piu’ che aspettative, forse anche spese anticipate. Noi abbiamo avuto il coraggio, l’onesta’, il senso del dovere per bloccare questa porcheria. Il resto sono solo chiacchiere, fandonie, infamie-

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