In attesa della modifica dello Statuto pronta una delibera da approvare in Giunta per procedere in questa direzione. Accordo nella maggioranza tra consiglieri e Amministrazione. Abbattimento degli sprechi o di una garanzia per i cittadini?
Tagli ai costi della politica? Riduzione degli interim e dei compensi per i dirigenti? Macchè. Alla Provincia di Messina si pensa ad eliminare una delle poche figure che, se operasse nel pieno delle sue potenzialità, potrebbe davvero rappresentare una garanzia per i cittadini: il Difensore Civico. Figura che invece dovrebbe a breve scomparire dalla mappa degli organismi di palazzo Dei Leoni. L’intendimento è stato annunciato questa mattina in Conferenza dei capigruppo da alcuni rappresentanti della maggioranza, ma sarebbe stato sancito già nei giorni scorsi da un centrodestra compatto in accordo con l’Amministrazione.
Una scelta da poter legittimamente adottare attraverso la modifica dello Statuto dell’Ente, che contempla la sua istituzione all’art.25, e del Regolamento provinciale, che ne disciplina l’azione. Modifiche, soprattutto quella dello Statuto, che per essere attuate necessitano però di un iter molto complesso e lungo da tenersi in consiglio provinciale (maggioranza dei 2/3, pareri positivi, etc).
Per questo sarebbe già pronta una delibera da approvare in giunta, e successivamente in consiglio per l’esecutività, che prevede un immediato “intervento” per la soppressione dell’organo in attesa delle suddette modifiche.
Il Difensore Civico, così come previsto dal suddetto art.25 dello Statuto, è un organo fin qui eletto dal Consiglio Provinciale che esercita la funzione di garanzia e tutela dei cittadini nei confronti di atti e provvedimenti inerenti l’attività dell’Amministrazione Provinciale o Enti ad essa collegati assicurandone la legittimità, l’imparzialità e il buon andamento dell’azione amministrativa. Si tratta di una figura di garanzia a tutela dell’utente/cittadino, che avrebbe il compito di accogliere i reclami non accolti in prima istanza dall’ufficio reclami del soggetto che eroga un servizio. Il Difensore Civico può accedere anche agli atti d’ufficio concernenti le questioni sottopostegli, convocando il responsabile del procedimento al fine di favorire la conciliazione tra il cittadino e l’Amministrazione. Chiunque abbia in corso un procedimento o che abbia fatto richiesta all’Amministrazione senza avere avuto risposta. Da sottolineare anche che “l’accesso” al Difensore Civico è gratuito.
La figura è prevista nella pubblica amministrazione già dall’art. 8 della legge 142/90, e successivamente ddalle leggi 59 e 127 del 1997, le cosiddette leggi Bassanini. La scelta della maggioranza di eliminare tale organo è certamente politica, dettata anche dalla situazione venutasi a creare a seguito del mancato rinnovo del mandato all’avvocato Giovanni Mazzù, che è rimasto “in sella” nonostante fosse scaduto il termine previsto e inoltre trascorsi (e di molto) i 45 giorni successivi all’insediamento della nuova amministrazione (Ricevuto) collegati alla proroga di fatto. Una vicenda che già nelle settimane scorse era stata attenzionata da diversi gruppi consiliari.
La decisione della maggioranza è figlia probabilmente dello scarso “utilizzo” da parte dei cittadini della figura in questione (inutilità funzionale), legata a quel processo di riduzione dei costi sostenuto a più riprese dal presidente Nanni Ricevuto. E’ stato fin qui previsto infatti un compenso per la sua attività. Da sottolineare che il Pd aveva proposto di mantenere la figura ma sancendo -la gratuità del mandato-, fatte salve i rimborsi spese, la messa a disposizione del proprio ufficio e di tutti gli strumenti necessari. Certo è che tra i tanti sprechi, sarebbe stato forse più opportuno tentare una “promozione” delle funzionalità dell’organo invece della sua diretta eliminazione. Anche perché, se è vero che la legge 191/2009 (Finanziaria) all’art 2 comma 186 lettera a) della Legge conferma la soppressione del difensore civico comunale, al contempo prevede la possibilità di convenzione del comune con la provincia per l’utilizzo del difensore civico provinciale, che dovrebbe assumere la denominazione di difensore civico territoriale. Che in questo caso, sarebbe comunque assente. (Cliccando download in basso lo Statuto della Provincia di Messina)
