Il commissario liquidatore della società ribadisce: «Arrivare al 20 per cento a fine 2011 non è impossibile, ma ci vogliono gli impianti e la giusta politica». Il bando punta tutto su questo: «E’ stato un atto dovuto per legge». L’attacco frontale a Lombardo: «E’ tutto bloccato, l’unico passo è stata la messa in liquidazione degli Ato»
Dell’Ato3 è stato già amministratore delegato e poi presidente, oggi da commissario liquidatore ne segue quelli che potrebbero essere gli ultimi vagiti. Antonio Ruggeri, piaccia o meno, è divenuto protagonista delle vicende politiche e non solo di questa città, nelle vesti di uomo di fiducia di Giuseppe Buzzanca (e per questo di capo di gabinetto) e di attore principale dell’affaire rifiuti che ha portato, nelle ultime settimane, all’uscita di scena dopo sei anni di Nino Dalmazio e del tanto criticato bando che rischia di chiudere anche il capitolo Messinambiente. Accanto a lui, nel giorno dei “saluti di fine anno”, l’ing. Michele Trimboli, l’ing. Benedetto Alberti e Genny Restuccia, il suo “staff” più ristretto, a dimostrare che «l’Ato3 non è più una società “verticistica”, ho riorganizzato la struttura e ognuno ha il suo ruolo e le sue responsabilità». Ruggeri non si sottrae dall’affrontare la poco soddisfacente evidenza della raccolta differenziata. «Inutile negare che l’obiettivo che ci eravamo posti di arrivare al 20 per cento non è stato raggiunto», dice schiettamente. Ma non ci si è nemmeno avvicinati. Il numero fornito da Ruggeri e Trimboli è 8,5 per cento. «Raggiunto, però, in pochi mesi da quando abbiamo aperto i centri di raccolta, segno che quando gli impianti ci sono tutto funziona meglio», aggiunge con convinto ottimismo Trimboli, convinto che alla fine del 2011 l’obiettivo del 20 per cento «non sarà impossibile da raggiungere».
Ruggeri, seguendo le orme del sindaco Buzzanca, punta il dito contro la Regione: «La norma regionale sui rifiuti? Non c’è programmazione, non ci sono risorse, i bandi sono tutti bloccati. La Regione ha messo in crisi tutto il sistema rifiuti, l’unico passo certo è stata la messa in liquidazione degli Ato». Nonostante questo, «abbiamo completato i progetti in corso, attivato le isole ecologiche, che abbiamo affidato a Messinambiente, e stiamo cercando di risanare i conti, pur con scelte dolorose che hanno attirato le critiche di qualche consigliere comunale. I nostri obiettivi sono molto più importanti, ma posso dire che comunque non siamo certi tornati indietro, piuttosto abbiamo fatto passi avanti». Impossibile non toccare l’argomento bando. «E’ stata una scelta – ha ribadito Ruggeri – dovuta per legge, ma anche meditata. A questo proposito ringrazio i lavoratori di Messinambiente e dico loro che mi auguro che partecipino al bando».
Tornando al capitolo raccolta differenziata, Trimboli spiega perché non è decollato l’esperimento del porta a porta condotto a Torre Faro. «Ogni progetto sperimentale – dice – ha per definizione delle sue criticità. Il vero problema è la mancanza di infrastrutture di trattamento a valle della parte umida del rifiuto. Impianti che mancano in tutta la provincia. E senza i quali la differenziata diventa antieconomica. Solo superando il 20 per cento di differenziata si superano questi problemi. Per quanto riguarda gli impianti, abbiamo dei progetti ma sono bloccati alla Regione. L’impianto di biostabilizzazione? E’ un tipo di infrastruttura a valle dell’indifferenziato, non del differenziato». E quindi, Trimboli non lo dice ma il succo è questo, superato. Come superata, evidentemente, è l’idea di una discarica a Pace, argomento nemmeno sfiorato stamani. Il futuro, l’Ato3 ha impostato tutto il bando su questo punto (inserendo pesanti penali nel caso del mancato raggiungimento degli obiettivi), è la raccolta differenziata. Da qui la scelta, rimarcata oggi da Ruggeri, di avviare una campagna di sensibilizzazione, attraverso dei monitor, lungo l’isola pedonale di via dei Mille. La filiera dei rifiuti è lunga. E la prima parte di essa, chiunque gestisca le società che poi effettuano la raccolta, è sempre e comunque il cittadino.
