Sanità. La Regione dà il via libera alla riorganizzazione degli Ospedali: al Piemonte rimangono 78 posti letto

Sanità. La Regione dà il via libera alla riorganizzazione degli Ospedali: al Piemonte rimangono 78 posti letto

Sanità. La Regione dà il via libera alla riorganizzazione degli Ospedali: al Piemonte rimangono 78 posti letto

giovedì 18 Marzo 2010 - 14:36

L’applicazione concreta del provvedimento spetterà ai direttori generali delle strutture ospedaliere. Cliccando su download le schede degli ospedali messinesi

Il piano di organizzazione degli ospedali siciliani inizia ufficialmente il suo iter. La Regione ha dato il via libera alla rimodulazione della rete ospedaliera e firmato i relativi decreti.

Le strutture messinesi interessate dal provvedimento sono: l’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico “G. Martino, l’azienda ospedaliera Ospedali riuniti Papardo Piemonte e l’Asp.

Il prezzo più alto, come ormai noto, sarà pagato dal nosocomio di viale Europa, che passerà da 121 a 78 posti letto. In base alla scheda di rimodulazione redatta dall’Assessorato regionale alla Sanità (che troverete ciccando su download), il direttore generale dell’azienda ospedaliera Ospedali riuniti Papardo Piemonte, Armando Caruso, entro un anno e sulla scorta degli indicatori di efficacia, efficienza, economicità, fabbisogno, appropriatezza, dovrà decidere se accorpare in un’unica Unità operativa Complessa i reparti di Cardiologia, Malattie endocrine e Pediatria/Neonatolgia.

Come più volte sottolineato dall’assessore alla Sanità Massimo Russo, l’organizzazione della nuova rete punta sulla piena integrazione tra grandi ospedali di riferimento (hub) presenti nelle aree metropolitane e nei capoluoghi di provincia e i piccoli ospedali dei centri periferici (spoke).

Tutte le province siciliane avranno garantite le funzioni basilari di medicina e di chirurgia mentre le alte specializzazioni saranno allocate nei grandi ospedali di riferimento.

I decreti con cui è stata ufficialmente sancita la rimodulazione degli ospedali siciliani recepiscono le indicazioni espresse dai dirigenti generali delle aziende e dalle conferenze dei sindaci, ad eccezione dei casi in cui c’era un contrasto con le rigorose misure ministeriali.

Secondo l’ ‘Agenas (Agenzia ministeriale per i servizi sanitari alle Regioni) -sono superate le principali criticita’ rilevate-, che la riorganizzazione -risulta coerente con le indicazioni previste dal Piano di rientro- ed e’ -rispondente ai parametri dettati dal Patto per la Salute con riferimento alle percentuali di posti letto rispetto alla popolazione-.

La rimodulazione della rete, la cui applicazione compete adesso ai direttori generali, sara’ -dinamica- e non -statica-, nel senso che ogni sei mesi saranno fatte le opportune verifiche per capire se apportare piccole modifiche in ragione di accertate esigenze o in base agli indici di occupazione che saranno costantemente monitorati.

Un plauso al piano di riorganizzazione ospedaliera in Sicilia arriva da Ferdinando Latteri, gruppo MPA alla Camera dei deputati.

Il piano di riorganizzazione ospedaliera – ha dichiarato Latteri – consente tagli agli sprechi, permette di rilanciare l’assistenza sanitaria e di ottimizzare il servizio ospedaliero. Bisogna ora esaltare le potenzialità e le professionalità che sono già presenti nel territorio siciliano e impegnarsi al massimo perché non vengano penalizzati i cittadini siciliani. Occorre che si investano risorse per la formazione e la ricerca sanitaria negli ospedali della Sicilia. Inoltre – conclude il deuptato – è importante adeguare la tecnologia a quella presente nelle altre regioni e nelle altre nazioni. Pertanto occorre controllare, valutare e incentivare l’attività sanitaria affinché essa raggiunga alti livelli. Non è possibile che in alcuni ospedali con lunghe liste di attesa le sale operatorie rimangano chiuse perché mancano anestesisti, infermieri e a volte persino presidi sanitari”.

Cliccando su download le schede che riguardano l’ Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico “G. Martino, l’azienda ospedaliera Ospedali riuniti Papardo Piemonte e l’Asp.

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