Zona Falcata, Panarello (Pd): si eviti lo scontro fra istituzioni. E l’Ente Porto si difende

Zona Falcata, Panarello (Pd): si eviti lo scontro fra istituzioni. E l’Ente Porto si difende

Zona Falcata, Panarello (Pd): si eviti lo scontro fra istituzioni. E l’Ente Porto si difende

venerdì 18 Febbraio 2011 - 23:09

Lettera del deputato regionale a Lombardo. Alcuni operatori dell’area a sostegno dell’ente guidato dal commissario Madaudo

Udc e Pdl l’obiettivo l’hanno fissato: l’Ente Porto va eliminato. Della stessa idea sindacati, associazioni di categoria e professionali che hanno firmato il documento inviato, insieme al sindaco Buzzanca, alla Regione. Più “prudente” il Pd col deputato regionale Filippo Panarello, che comunque auspica un confronto tra le parti per evitare quel muro contro muro che provocherebbe solo ulteriori danni. «La recente sentenza del Cga – afferma Panarello in una lettera inviata al presidente della Regione Raffaele Lombardo – sulla titolarità delle aree della Zona Falcata di Messina, accentua la responsabilità della Regione sul futuro di una porzione importante di territorio della città di Messina. Il contenzioso giudiziario tra enti pubblici, di per se discutibile e disdicevole, non deve diventare l’occasione per un conflitto tra enti locali e Regione che, inevitabilmente, oltre a gettare discredito sulle istituzioni, produrrebbe un ulteriore ostacolo alla bonifica e al rilancio della Zona Falcata. Un epilogo di questo genere va scongiurato, anzitutto, nell’interesse della città, ma anche perché rischierebbe di vanificare, con esiti paradossali, lo stesso impegno che la Regione, attraverso gli assessorati al Territorio ed ai Beni Culturali, ha assunto nella bonifica dell’area dell’ex inceneritore e nel recupero della Real Cittadella, monumento di straordinaria valenza culturale».

«Gli interventi, già, programmati dalla Regione – aggiunge Panarello – rendono incompatibili attività produttive a forte impatto ambientale o, peggio ancora, inquinanti. Mentre permane l’esigenza di promuovere tutte le iniziative utili a rendere fruibili a fini culturali, produttivi e di servizio aree di grandissimo pregio e che, se utilmente sfruttate, rilancerebbero l’immagine di Messina e della Sicilia». Panarello chiede dunque a Lombardo «di accogliere la richiesta avanzata dalle forze sociali e produttive messinesi e di promuovere, al più presto, possibilmente a Messina, un incontro con gli enti locali, gli altri soggetti pubblici interessati, le forse sociali e produttive e la deputazione regionale per definire un percorso condiviso che prefiguri un uso produttivo ed ecocompatibile delle aree della Zona Falcata».

Intanto ad alzare lo scudo sull’Ente Porto, in una lunga nota, sono diversi operatori della zona falcata, che si schierano al fianco del commissario dell’ente Rosario Madaudo. I firmatari del documento ringraziano Lombardo «per il suo impegno in favore di coloro che operano nella Zona Falcata, soprattutto nel campo della cantieristica navale, un tempo vanto della città ed oggi fortemente depressa a causa di una politica tendente ad eliminare totalmente ogni attività produttiva da tale zona per far posto a sterili ed improduttive iniziative a vantaggio di chi vuole impossessarsene a fini speculativi». Viene rivendicato il fatto che «le poche aziende che ancora insistono nell’area devono la loro permanenza all’attaccamento ad un’attività che, in passato, ha dato sostentamento a migliaia di lavoratori e vanto mondiale all’imprenditoria messinese, nonché al sostegno dell’Ente Porto, unico ente che si è battuto per la loro sopravvivenza». Secondo gli operatori non esiste «nessuna sovrapposizione di competenza fra i due enti», Autorità portuale ed Ente Porto, perché la seconda ha piena titolarità delle aree, senza contare che «il Piano regolatore portuale è sbagliato» e che «il Punto Franco è un’opportunità unica ed irripetibile, soprattutto in questo periodo di grave congiuntura economica, in quanto sarà l’unico al centro del Mediterraneo e quindi, con la realizzazione del Ponte sullo Stretto, sarà il naturale punto di incontro dell’economia di tre Continenti e sicuro riferimento dell’economia mondiale. L’Ente Porto non si sovrappone né collide con la competenza di altre istituzioni – si legge in conclusione – ma servirà a rilanciare anche altre attività, come la Fiera e l’Asi. Il tutto a favore dell’economia e dell’occupazione dei cittadini messinesi ed a danno degli spregiudicati speculatori di qualsiasi genere».

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