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Zps. L’ex assessore all’Urbanistica Catalioto chiede la sospensiva

Redazione

Zps. L’ex assessore all’Urbanistica Catalioto chiede la sospensiva

mercoledì 30 Gennaio 2008 - 14:54

L’ex assessore comunale all’Urbanistica, Antonio Catalioto questa mattina ha fatto il punto della situazione sulle Zone di protezione speciale. Anche se non più in carica Catalioto in conferenza stampa è tornato ad occuparsi delle Zps sollecitando il commissario Sinatra “ affinché attivi gli uffici e il collegio di difesa per avanzare una richiesta cautelare di sospensiva insieme al ricorso proposto dal comune-.

Le Zps definite dalla Regione, vincolano il 72 per cento del territorio comunale a richiedere la valutazione d’incidenza ambientale anche per progetti come dei semplici gazebo in terrazza. Catalioto, che si dice sempre a favore di un ambientalismo del fare e non del vietare, stamattina ha lanciato l’allarme: “occorre stare molto vigili perché nel vuoto amministrativo che si è venuto a creare si potrebbero compiere nefandezze-.

Come lo stesso ex assessore all’Urbanistico ha illustrato in conferenza stampa, molti operatori hanno sborsato parecchio denaro quando le competenze sulla valutazione d’incidenza ambientale erano della Regione. “Ma ad oggi gli uffici palermitani non hanno esitato una sola pratica- sottolinea Catalioto.

Poi le competenze sono passate ai Comuni.

Ma andiamo con ordine. Il 21 settembre 2007, l’ufficio legislativo regionale rigetta la richiesta avanzata dalla Regione di avocare a sé le competenza sulla valutazione d’incidenza ambientale. A motivare il rifiuto la legge 13 del 2007 che investe gli Enti locali di tale potere. Solo che ad ottobre dello scorso anno gli uffici regionali all’Urbanistica avevano avviato la revoca di tutti gli atti di valutazione portati avanti dal Comune, in beffa della legge 13 del 2007.

L’ex assessore Catalioto, per evitare che il comune venga sommerso dai ricorsi che arriveranno, a causa del blocco di concessioni già rilasciate, propone al commmissario di affiancare al ricorso contro il decreto, che esiste già, una sospensiva. “Perchè – conclude – il ricorso nel merito verrà trattato, deve andare bene tra cinque, forse sei anni. Mentre avanzando richiesta cautelare di sospensiva potremo in tempi più brevi andare in giudizio-.

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