Da Patti sarebbe possibile arrivare all’aeroporto di Fontanarossa in poco più di un’ora e mezza di treno
Il completamento del raddoppio ferroviario sulla linea ionica, tra qualche anno, porterà vantaggi anche per la mobilità della fascia tirrenica messinese, con la possibilità di istituire collegamenti diretti, senza cambio di treno a Messina Centrale, verso lo scalo etneo. Una soluzione tecnicamente già fattibile grazie alle caratteristiche dei moderni convogli ad alta accelerazione, in grado di fare il cambio della cabina di guida a Messina Centrale in sette o otto minuti, risparmiando ai passeggeri la rottura di carico e il trasbordo dei bagagli.
Milazzo e Patti: i bacini dove il treno diretto potrebbe diventare vincente
Il punto di forza di questo modello di esercizio risiede nella tratta compresa tra Villafranca Tirrena, Milazzo e Patti, dove i binari risultano già raddoppiati e le velocità di marcia elevate. Partendo da Milazzo, il tempo di viaggio complessivo verso Fontanarossa toccherebbe la quota di circa un’ora e venti minuti totali (venti minuti fino a Messina, meno di dieci per l’inversione di marcia e cinquanta da Messina all’aeroporto etneo). Un dato che può demolire la concorrenza del trasporto su gomma e intercettare il consistente bacino turistico diretto verso le Isole Eolie.
Poco più a ovest, la stazione di Patti potrebbe essere il capolinea ideale per un servizio “Tirreno-Aeroporto Express”. Un treno diretto da Patti coprirebbe la tratta verso Fontanarossa in circa un’ora e quaranta, servendo Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo. Con queste tempistiche, la ferrovia diventerebbe la prima scelta rispetto all’auto privata, azzerando le incognite del traffico della tangenziale catanese e i costi di parcheggio in aeroporto.
Capo d’Orlando: il punto di equilibrio tra i due scali
Risalendo verso ovest, il nodo di Capo d’Orlando rappresenta lo spartiacque geografico per le scelte dei viaggiatori, da cui entrambi gli aeroporti distano circa due ore di auto.
In questo contesto, un treno diretto Capo d’Orlando–Catania Aeroporto, pur considerando l’impatto della tratta a binario unico fino a Patti, non consentirebbe risparmi rispetto alle attuali due euro in auto ma potrebbe essere un’alternativa in tempi simili. La comodità di sedersi in treno e scendere direttamente sotto il terminal di Fontanarossa compenserebbe il divario di pochi minuti con il mezzo privato.
Sant’Agata Militello e Santo Stefano Camastra: quando l’auto e il cambio a Palermo bloccano il treno
Man mano che ci si sposta ulteriormente verso i confini occidentali messinesi, il confronto con il mezzo privato diventa via via meno favorevole per la ferrovia, a causa sia dei vincoli della linea a binario unico sia dell’organizzazione dei nodi ferroviari urbani.
A Sant’Agata Militello, pur trattandosi di uno snodo fondamentale per la rotazione dei convogli regionali, il tempo di percorrenza su rotaia verso Catania, a raddoppio completato, si attesterebbe attorno alle due ore e quindici minuti, anche in questo caso tempi simili a quelli in autostrada, addirittura meno rispetto a quanto serve in treno per l’aeroporto di Palermo. L’allungamento dei tempi sulla ferrovia tirrenica è dovuto al fatto che tutti i convogli sono costretti a fare capolinea a Palermo Centrale. Trattandosi di una stazione di testa satura e al centro di una griglia metropolitana molto fitta, non è gestibile fare l’inversione di marcia dello stesso treno per instradarlo verso il passante di Punta Raisi; i passeggeri devono quindi per forza scendere, cambiare convoglio e attendere la coincidenza.
Nel caso di Santo Stefano di Camastra, la forbice tra gomma e ferro diventa ancora più impietosa. Raggiungere Fontanarossa in treno richiederebbe oltre due ore e mezza (sempre a raddoppio completo), rendendo la tratta poco attraente, tempi comunque simili rispetto all’aeroporto di Palermo. Al contrario, l’autostrada A20 garantisce un percorso dritto e senza interruzioni che permette di raggiungere Punta Raisi in “appena” un’ora e mezza di auto. Per gli utenti di quest’area la scelta del mezzo gommato verso lo scalo palermitano continuerà a rappresentare l’opzione naturale.

