L'ex vicesindaco potrebbe ricoprire l'incarico di vertice in Atm solo dal mese di febbraio. Meno intoppi per gli ex consiglieri comunali
MESSINA – A Palazzo Zanca il clima delle prossime regionali e politiche influenza ogni passo della giunta Basile. L’obiettivo di Cateno De Luca, come leader di Sud chiama Nord, è quello di non perdere pezzi e rafforzarsi a danno degli altri schieramenti. Ma già ci sono i primi malumori in vista della futura competizione in Sicilia, con i rumors che evidenziano il disappunto dell’ex consigliere comunale Dario Zante per alcuni squilibri nella composizione delle liste. In più tutto è fermo, sul piano delle nomine “a tempo” (per un anno) nelle partecipate, perché all’interno dell’amministrazione ci si è resi conto di alcuni scogli normativi.
Mondello e la presidenza di Atm “stoppata” da un decreto
Troppo presto era stata ipotizzata la nomina dell’ex vicesindaco e assessore Salvatore Mondello alla guida di Atm. Il problema è l’articolo 6 del decreto legislativo n. 201 del 23 dicembre 2022 (Riforma dei servizi pubblici locali di rilevanza economica). Articolo che stabilisce una causa di inconferibilità temporanea della durata di un anno per il passaggio da ruoli di indirizzo politico e controllo a incarichi di gestione o amministrazione nelle società partecipate. In sostanza, Mondello, con la giunta Basile, si è dimesso a febbraio e bisogna attendere un anno prima che possa ricoprire un ruolo di vertice.
Nel caso degli ex consiglieri comunali Raimondo Mortelliti e Raffaele Rinaldo basta invece aspettare i tre mesi dalla fine dell’incarico in aula. Dunque dal 20 settembre possono essere nominati nei Consigli d’amministrazione.
La giostra delle nomine
Niente riconferme per le presidenti di Messina Social City (Valeria Asquini, che avrà nuovi incarichi in ambito metropolitano o taorminese), Atm (Carla Grillo, che però potrebbe tornare nel Cda) e Messina Servizi (Mariagrazia Interdonato), fuori intanto dal Consiglio comunale. All’Amam si dovrebbe passare dalla presidenza del neo consigliere comunale e candidato alle Regionali Paolo Alibrandi a quella dell’ex dirigente del Comune Salvatore Saglimbeni.
In Messina Servizi, con Salvo Puccio (altro uomo forte targato De Luca) già nominato direttore generale al posto di Michele Trimboli, la presidenza dovrebbe andare all’ex presidente dell’Ordine degli avvocati Vincenzo Ciraolo, ex centrodestra.
Alla Patrimonio Messina Spa potrebbe insediarsi l’architetto Francesco Romano, impegnato negli interventi di riqualificazione del Palagiustizia bis e genero dell’avvocato Carlo Autru Ryolo.
L’ex esponente di Forza Italia, ora coordinatrice provinciale di Sud chiama Nord, Maria Fernanda Gervasi, potrebbe diventare presidente di Atm o in alternativa entrare nel Consiglio d’amministrazione di Amam.
Nei Cda, potrebbero trovare posto gli ex consiglieri Giovanna Crifò (sempre dal centrodestra), Giovanni Donato (dell’area Dc di Giovanni Caruso), Raimondo Mortelliti, Raffaele Rinaldo e l’ex presidente della I Circoscrizione Giovanni Scopelliti, tra gli altri. E ancora: Claudia Brudetto, presidente del Gruppo giovani imprenditori di Sicindustria Messina, l’ex consigliere circoscrizionale Enzo Calabrò, Claudia Lo Cascio (moglie dell’ex consigliere circoscrizionale Franco Laimo), pedagogista e artista, e l’ex esperto comunale allo Sport Francesco Giorgio. Quest’ultimo dovrebbe diventare presidente di Messina Social City.
A sua volta, l’ex centrosinistra Massimo Rizzo, e ormai da tempo in Sud chiama Nord e componente del Comitato di Gestione dell’Autorità di sistema portuale dello Stretto, oltre che candidato non eletto al Consiglio, dovrebbe diventare presidente di Arismè.
In tutto ci sono in ballo 18 posti. E le domande sono state 990.

