L'udienza preliminare per gli ex 18 dipendenti della Provincia poi assorbita dalla Città metropolitana, è stata fissata per il prossimo 29 settembre
La Procura di Reggio Calabria ha chiesto il rinvio a giudizio per i 18 dipendenti dell’ex Provincia poi assorbita dalla Città metropolitana, accusati di assenteismo per avere “falsamente attestato la loro presenza in servizio nella sede della Città metropolitana con rilevamento elettronico mediante tessera magnetica, mentre viceversa o ne uscivano poco dopo da uscite laterali non controllate o si assentavano di fatto dal posto di lavoro per diverso tempo, sovente ponendo in essere tale comportamento più volte nell’arco dello stesso giorno”.
L’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 29 settembre. Il processo è scaturito da una inchiesta della Guardia di Finanza del 2016. Infatti secondo gli inquirenti gli indagati avrebbero attestato “falsamente – è scritto nel capo di imputazione – la loro presenza in servizio nella sede della Città metropolitana con rilevamento elettronico mediante tessera magnetica, mentre viceversa o ne uscivano poco dopo da uscite laterali non controllate o si assentavano di fatto dal posto di lavoro per diverso tempo, sovente ponendo in essere tale comportamento più volte nell’arco dello stesso giorno”.
Alcuni tra questi, inoltre, “non si recavano sul posto di lavoro ma la loro presenza veniva formalmente attestata da altri dipendenti che provvedevano a timbrare al posto loro”. Tra gli imputati, in qualità di dipendente della città metropolitana, c’è pure l’ex assessore comunale di Reggio Calabria Giuseppe Agliano .
