Società

Regionalismo differenziato:l’incontro del Rotary Club Messina Peloro

È il regionalismo differenziato il tema di grande attualità scelto per l’incontro svoltosi ieri pomeriggio e organizzato dal Rotay Club Messina Peloro.

“Regionalismo differenziato e specialità siciliana-il ruolo della commissione statuto dell’Ars”, il titolo completo dell’incontro a cui hanno preso parte fra l’altro il professor Antonino Ruggeri,ordinario di Diritto Costituzionale dell’Università di Messina e l’onorevole Elvira Amata, presidente della Commissione Statuto della Regione Siciliana.

Tanti i temi trattati nel corso del pomeriggio, ma è soprattutto sulle conseguenze che potrebbero esserci nella nostra regione per il progetto dì autonomia e fiscalismo differenziato portato avanti dal governo nazionale e sulle eventuali diseguaglianze territoriale che si è cercato di porre l’attenzione.

L’incontro è stato aperto dai saluti del presidente del club l’avvocato Filippo Cavaliere che ha poi lasciato la parola a Edoardo Milio che nell’intervento di apertura ha chiarito gli aspetti della Legge Quadro che sarà al centro del primo incontro fra Stato e Regioni, sottolineando l’importanza di salvaguardare la specialità siciliana di fronte ai tentativi di abolizione auspicati per uniformarla alle regioni a statuto ordinario.

“L’autonomia delle Regioni speciali in particolare della nostra,-ha evidenziato, invece , Antonino Ruggeri – rispetto a quella delle Regioni ordinarie, per l’originario disegno costituzionale avrebbe dovuto connotarsi come più vantaggiosa ed invece si è trovata nei fatti penalizzata. Le responsabilità, va riconosciuto, sono imputabili anche alle stesse Regioni ed alle forze politiche che nel tempo si sono avvicendate al loro governo che non hanno saputo sfruttare a pieno gli strumenti loro riconosciuti a beneficio della collettività né hanno fatto passi concreti per il rifacimento dei loro statuti».

Sull’accentuazione delle differenze fra Nord e Sud, e fra Regioni e Regioni si è concentrato l’intervento dell’onorevole Amata, che ha chiarito come il problema del regionalismo differenziato non è solo legato alla richiesta di maggiore autonomia delle Regioni nella gestione di servizi per la propria collettività, ma su come questo aspetto abbia delle ripercussioni sul sistema nazionale.

“Ci troviamo al cospetto di un problema-ha specificato l’onorevole- nel momento in cui questa autonomia ha un costo per il sistema Paese. Una sottrazione di imposte che vengono spalmate sull’intero territorio nazionale, andrebbe a scapito dell’intera Italia e, inutile nasconderlo, particolarmente del Sud e della Sicilia, la cui condizione di insularità rappresenta uno svantaggio sotto tantissimo punti di vista. Una risoluzione di questo tipo accentuerebbe, non solo le differenze tra Nord e Sud, ma anche tra Regione e Regione e indebolirebbe l’intera nazione, rendendola certamente meno competitiva di quanto non sia oggi in un presente nel quale esistono territori in grado di giocare la parte dei leoni, ad esempio alla Lombardia e al suo pil invidiabile, e altri relegati al ruolo di figliastri e condannati ad un’atavica e mai risolta questione meridionale».

Non casuale la scelta del Rotary Club di dedicare un incontro al tema attuale del regionalismo differenziato, visto che oggi si svolgerà il primo incontro della Commissione Stato-Regioni dove si analizzerà la prima bozza della Legge Quadro.