La società promotrice dell'aeroporto del Mela chiede un segnale positivo
«La recente apertura del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini alla necessità di realizzare un nuovo aeroporto ad Agrigento per far fronte alle emergenze dell’Isola, riaccende il dibattito sulle priorità infrastrutturali della stessa». Lo dichiara Sciara Holding, promotrice dell’aeroporto del Mela, che aggiunge: — «Si registra, infatti, un silenzio assordante e inaccettabile su Messina, unica Città Metropolitana d’Italia a essere completamente sprovvista di un’infrastruttura aeroportuale».
Un divario inaccettabile nei collegamenti
«Per comprendere l’abisso infrastrutturale in cui vive il territorio siciliano, basta un semplice raffronto geografico e temporale dei collegamenti: in Lombardia, un cittadino, partendo dal centro della regione, può raggiungere comodamente, nel giro di tre ore e mezza, ben quattordici aeroporti di interesse nazionale, distribuiti in sei regioni italiane (dalla Lombardia a Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna, Veneto e Toscana). In Sicilia, un cittadino, partendo da un qualsiasi capoluogo di provincia, può raggiungere, forse, nel giro di tre ore e mezza, solo sei aeroporti, distribuiti in due regioni italiane divise dallo Stretto, con note criticità di vario tipo, evidente il caso Catania, e comunque non sufficienti per il traffico attuale e soprattutto futuro».
Inoltre, prosegue Sciara Holding, «da Agrigento, l’isolamento è storicamente critico: basti pensare che, per collegare Agrigento a Messina, occorrono in media quasi quattro ore di auto, per oltre 250 km di percorsi autostradali misti, e quasi cinque ore di treno. Da questi dati emerge che ci sono otto aeroporti di troppo al Nord e al Centro o che ne mancano otto al Sud».
Un progetto sostenuto da fondi privati
«Centinaia di migliaia di cittadini, il cui voto ha lo stesso valore di quello di un abitante del Nord o del Centro e i cui obblighi e tasse sono i medesimi, aspettano una risposta istituzionale concreta» — afferma Sciara Holding —. «Noi stiamo semplicemente proponendo una soluzione più che sostenibile con fondi interamente privati, dimostrando capacità d’impresa e visione autonoma, a beneficio diretto di milioni di persone. Il paradosso, tuttavia, è che tale iniziativa non sia ancora stata inserita nel Piano Nazionale degli Aeroporti (PNA), anche in considerazione che i costi non graverebbero né sullo Stato, né sui contribuenti, ma l’iter per la realizzazione e sottoscrizione di tutti i fondi privati utili ne gioverebbe grandemente».
L’iter burocratico e le richieste istituzionali
«Ribadiamo con forza che tutti i documenti tecnici utili e/o richiesti sono stati regolarmente depositati a metà del mese di febbraio, senza che a oggi sia pervenuta alcuna osservazione ostativa da parte degli enti competenti; ricordiamo inoltre che, già a maggio, abbiamo manifestato interesse per l’acquisizione delle aree mediante vendita volontaria. Non è più tollerabile che un’intera area metropolitana e grandissimi bacini di utenza strategici vengano tagliati fuori dallo sviluppo economico e turistico per scelte totalmente scollegate dalla logica, considerando che il progetto è stato già inserito in ben due piani di sviluppo della Città Metropolitana di Messina e che già nel lontano 2019 fu promossa una proposta di legge dichiarata “di rilevanza nazionale” dallo stesso partito a oggi rappresentato da Salvini, a firma Siracusano e Germanà, n. 1803 del 29/04/2019».
Conclude Sciara Holding: «Per questa ragione, si chiede la celere convocazione di un tavolo di confronto che veda allo stesso tavolo il Governo Nazionale, la Regione Siciliana, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), l’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) e le Amministrazioni Locali. Messina, la sua provincia e l’intero asse viario e aeroportuale dell’Isola meritano rispetto, risposte e azioni concrete».

