Sicurezza, a Messina sempre meno agenti di Polizia

Da un lato le nuove norme sui migranti, dall'altra l'esigenza di sicurezza reclamata dai cittadini, sempre più compressa dai tagli. Una compressione delle risorse su cui nessun governo ha invertito la rotta. Sono stati questi i temi sul tavolo del quinto congresso della Silp Cgil, la sigla sindacale dei lavoratori di Polizia, tenutosi lo scorso 7 dicembre alla Sala Consulta della Camera di Commercio.

Al dibattito, intitolato Decreto Sicurezzza: le nuove norme sull'immigrazione e il loro impatto sociale, hanno partecipato anche gli allievi dell'Istituto Minutoli.

Alla fine dei lavori Salvatore Vinci è stato rieletto segretario provinciale. Proprio Vinci ha aperto la tavola rotonda, con un intervento incentrato sull'importanza di valorizzare la diginità del lavoro in un comparto delicato come quello della sicurezza.

Al tavolo anche il segretario nazionale Pierluigi Mennona e regionale Vito Alagna.

Dal contratto di lavoro alle altre problematiche sindacali, il dibattito è poi entrato nel vivo delle problematiche più strettamente locali.

E qui è toccato al segretario regionale Giuseppe Micali affondare il coltello nella piaga: dal 2010 ad oggi la pianta organica della Polizia nella provincia di Messina ha perso 116 unità in pianta organica. Un trend destinato ad aumentare, se non si prevedono interventi risolutivi a livello governativo. Una riduzione che pesa soprattutto sul turn over degli agenti, costretti spesso a orari di lavoro usuranti.

L'avvocato Tiziana Arcoraci ha poi illustrato come cambiano le norme in materia di immigrazione col nuovo decreto sicurezza, in particolare per quel che riguarda il rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari.