La vicenda di sopraffazione familiare sullo sfondo della sentenza per un 49enne messinese
Messina – E’ la fine di un incubo per una giovane donna messinese, che dopo anni di angherie, col supporto di un’associazione anti violenza, sta recuperando in mano la propria vita e si rialza. La sua storia è sullo sfondo del processo definito dal Tribunale di Messina (presidente Sciglio) con una sentenza di condanna a 3 anni di reclusione per un 49enne residente in città, accusato di maltrattamenti e violenze alla ex compagna.
La vicenda è venuta a galla a metà nel 2023 quando la ragazza, mamma da poco ed esausta, denuncia l’ennesimo sopruso: un violentissimo schiaffo alle tempie che l’ha lasciata stordita mentre allattava al seno la figlia. Le minacce, quelle la donna non le contava più: insultata in tutti i modi con i peggiori epiteti, minacciata di gravi ritorsioni se non si fosse comportata come “cosa sua”. “Ora pulisci tu”, le ha intimato gridando in una occasione, dopo aver rotto l’ennesimo piatto e bicchiere, lanciandolo contro una parete. Tutto sotto gli occhi degli altri due figli piccoli. La donna era in una condizione di estrema fragilità, una facile preda: quasi cieca e sola perché aveva perso improvvisamente i genitori anni addietro.
Adesso i giudici le hanno reso giustizia e hanno contribuito a tenere lontano l’uomo da lei e i figli. Si tratta ovviamente di una sentenza non definitiva e l’uomo, difeso dall’avvocata Mariella Ottanà, può ancora difendersi e far valere la sua versione dei fatti nei successivi gradi di giudizio. Intanto il Tribunale ha accolto la tesi del legale della donna, l’avvocata Cettina La Torre.
