Raduno previsto alle 17 in Piazza Antonello. Non ci saranno madrine o padrini
MESSINA – A Messina è la vigilia dello Stretto Pride 2026, che si terrà domani con partenza da Piazza Antonello alle 18 (il raduno, invece, alle 17). Il corteo per i diritti civili di tutti, e che appunto quest’anno ha come sottotitolo “Sulla rotta dei diritti”, si prefigge un ritorno all’antica, senza padrini e madrine, più incentrato alla storia stessa della comunità Lgbtq, al percorso quotidiano e alla necessità di lottare per i diritti di ogni persona.
Stretto Pride 2026: il percorso
Il corteo partirà da Piazza Antonello e seguirà il “solito” percorso: Corso Cavour, via Tommaso Cannizzaro, via Garibaldi e arrivo in piazza Unione Europea, intorno alle 20.30. Sulle pagine ufficiali, gli organizzatori e l’Arcigay hanno spiegato come nella parte finale del corteo sarà predisposta una “zona bianca”, definita “una zona di decompressione” in cui non ci saranno stimoli uditivi forti e quindi adatta per le persone neurodivergenti. Lì non si potranno usare fischietti e non si potranno fare cori o urlare.
Il Comune di Messina, Caronte & Tourist, Cgil e Anpi per lo Stretto Pride
L’assessora alle Pari Opportunità Liana Cannata ha aperto la conferenza stampa di presentazione tracciando un bilancio delle attività svolte negli ultimi anni, citando diversi progetti tra cui IncludiMe. E ha sottolineato come al corte “partecipa tutta la città, tutti quei cittadini che guardano ai diritti tutta la comunità. Una comunità che non abbassa la guardia e vuole fare la differenza”. L’assessora alle Politiche sociali Alessandro Calafiore ha parlato poi di “percorso quotidiano che facciamo insieme all’Arcigay e a tutte le realtà all’interno del comitato. I diritti di tutte le persone devono essere garantiti ogni giorno e questo si può fare soltanto stimolando queste sinergie e le azioni che ogni giorno svolgiamo in favore dei cittadini”.
Presente anche Caronte & Tourist, sponsor del Pride. A parlare è Piera Calderone, Diversity & Disability manager della società: “La diversità è ricchezza e ogni persona va valorizzata. Noi siamo al fianco dell’evento perché crediamo che ogni persona debba essere libera di essere se stessa”. E al tavolo degli ospiti anche la Cgil e l’Anpi.
Duca: “Bisogna tornare alle origini”
Rosario Duca, presidente di Arcigay Messina, ha ringraziato tutti coloro che lavorano all’evento. E ha aggiunto: “Ho girato tutti o quasi i Pride siciliani. Nei paesini ho visto cosa significa veramente. Negli ultimi anni il Pride è stato portato al concetto di semplice festa. Ma il Pride non è più questo né qualcosa di economico. Abbiamo deciso di lavorare per cambiarlo. Abbiamo tolto padrini e madrine. Non avevamo mai riconosciuto cachet a nessuno, mentre a livello nazionale ci sono stati ospiti che hanno incassato 30, 40 o 50mila euro. Noi a chi chiedeva soldi abbiamo risposto sempre che ci servivano per chi non poteva mangiare. Noi dobbiamo tornare a Stonewell, ai principi delle origini, a dove tutto è partito”.
L’appello contro tutte le guerre
“Noi dobbiamo contaminare e non farci contaminare da ciò che non condividiamo – ha concluso -. Non potremmo mai accettare partner con ideali diversi dai nostri. Penso alle guerre, alle armi. Per noi sono un problema, non la soluzione, quindi ai partiti che parlano di queste cose diciamo di restare a casa. Le guerre devono finire”.
Cos’è “Stonewell”
Il riferimento a Stonewell è alle origini del Pride e del movimento per i diritti civili della comunità Lgbtqia+. Nel giugno 1969, dopo una retata della polizia in un bar gay di New York, lo Stonewell Inn, la comunità si oppose e si scatenò una vera rivolta, durata sei giorni. Per questo il mese di giugno è considerato il mese del Pride.

