Sul contratto di Messina Social City le opposizioni attaccano: "Delibera invotabile, apriamo il vaso di Pandora"

Sul contratto di Messina Social City le opposizioni attaccano: “Delibera invotabile, apriamo il vaso di Pandora”

Giuseppe Fontana

Sul contratto di Messina Social City le opposizioni attaccano: “Delibera invotabile, apriamo il vaso di Pandora”

giovedì 17 Settembre 2026 - 13:30

Dopo due sedute fiume, la proposta si è arenata per l'assenza di allegati obbligatori e sarà ridiscussa lunedì. Scurria, il centrodestra e il Pd "pronti a scrivere agli enti di controllo"

MESSINA – A Palazzo Zanca il clima è infuocato. La spaccatura tra le opposizioni e la maggioranza in Consiglio comunale si è consumata e acuita negli ultimi due giorni. Il confronto si è arenato sul contratto di servizi di Messina Social City, delibera fortemente contestata da centrodestra e centrosinistra, che lamentano l’assenza di allegati e di documenti chiave per arrivare all’approvazione. Ma soprattutto hanno contestato, le opposizioni, la “prova di forza” numerica dei consiglieri, che hanno fatto valere appunto i numeri per proseguire i lavori. Almeno fino allo stop delibera, arrivato nella tarda serata di ieri.

Gli allegati mancanti

Tra gli allegati obbligatori mancanti, infatti, c’erano il piano economico finanziario, il piano programma e il budget. Senza questi documenti non si è potuto andare avanti. Una “vittoria” per le opposizioni, che hanno sollevato la questione a più riprese, con in prima linea soprattutto da Marcello Scurria. E i partiti hanno voluto fare chiarezza con una conferenza stampa mattutina, in cui hanno spiegato anche la propria posizione politica. Presenti il gruppo Scurria Sindaco (Marcello Scurria, Pippo Capurro e Simona Contestabile), i due consiglieri della Lega Cosimo Oteri e Amalia Centofanti, e Mariella Perrone in rappresentanza del Pd. Gli assenti, però, lo sono stati esclusivamente per questioni di tempistiche (la conferenza è stata convocata soltanto ieri sera dopo le 22).

Scurria: “Iniziamo ad aprire il vaso di Pandora”

In attesa della seduta di lunedì 21 settembre, quindi, i gruppi di opposizione hanno voluto spiegare l’accaduto e attaccare l’amministrazione. Il cuore della conferenza è stato il lungo intervento di Marcello Scurria. L’ex candidato sindaco, che ha parlato dopo Contestabile, Capurro e Oteri, ha spiegato: “Stiamo cominciando ad aprire il vaso di Pandora, che è la Social City. Il contratto è scaduto il17 agosto 2025. Oggi siamo al 17 settembre 2026 e ora c’è la premura di approvarlo. L’amministrazione procede a tappe forzate, approfittando di una maggioranza soltanto numerica. Sono solo numeri, non c’è un’idea o un intervento da parte di questa maggioranza, tranne poche eccezioni”.

L’attacco: “Si è tutto infranto in maniera plateale”

L’attacco alle giunte De Luca e Basile prosegue: “Si sono qualificati come bravi e si sono convinti di essere buona amministrazione. Ma al primo atto amministrativo di una certa importanza della nuova giunta si è tutto infranto in maniera plateale su uno scoglio costituito dal rispetto delle norme. Se ci viene portata in Consiglio comunale una proposta di una pagina e mezza con cui si affida un appalto da 53 milioni di euro (cioè 18 milioni l’anno per tre anni, ndr) a una società in house, triennale, senza il benché minimo accenno a costi, spese, ma solo con indicazioni in cui si parla di forfait, capirete che è veramente difficile. E hanno avuto anche la pretesa di insistere”.

E ancora: “Nel mio primo intervento in aula ho chiesto spiegazioni sul valore del contratto di servizio. In questi anni è accaduto qualcosa di incredibile. Questo contratto vale 17,9 milioni di euro, ma sapete quanto valgono i servizi? 23 milioni di euro. Questi più 18 fanno 41 milioni. Aggiungo che l’azienda speciale non ha ancora presentato in Consiglio comunale i bilanci. Al vecchio amministratore unico avevo chiesto se fosse stato approvato il bilancio e ancora non era stato approvato mentre ieri il direttore generale ci ha detto di sì. All’amministratore unico era sfuggita l’approvazione? Il bilancio è in azienda ma non è ancora pubblicato? Non è ancora arrivato al Comune né il Consiglio”.

Le opposizioni: “Pronti a scrivere agli enti di controllo”

“Ecco perché parliamo di vaso di Pandora da aprire – ha proseguito Scurria -. Ma non finirà tutto in aula. Scriveremo a tutti gli organi di controllo della Corte dei Conti. Deve finire questo sistema, non si può andare sempre a colpi di maggioranza. Servono atti fatti nel rispetto della legge. Noi, le opposizioni, non siamo un orpello e non siamo in aula soltanto per cliccare un pulsante. Per molti è un problema se qualcuno parla più di 10 minuti in Consiglio, questo è il livello. È plateale quanto stiamo dando fastidio alla maggioranza. La delibera va approvata, la vogliamo approvare, ma non si possono affidare 53 milioni a un ente solo perché è del Comune di Messina senza atti fatti in maniera corretta. Il bilancio non c’è. Il programma non c’è. Il budget non c’è. Ci sono servizi nuovi e non ce ne sono alcuni vecchi. Questo è l’esempio plastico di come pensano si amministri una città. E se qualcuno in modo onesto alza un dito per svolgere la sua funzione, al fine di collaborare per il miglior atto possibile, fanno muro. Il regolamento non si può modificare alla bisogna, a colpi di maggioranza, com’è stato fatto ieri sera con la riapertura dei termini per gli emendamenti”.

Lo scontro sulla relazione di inizio mandato

Scurria è un fiume in piena e si è concentrato anche sulla relazione di inizio mandato. Ha affermato: “Abbiamo detto che mancavano allegati, documenti fondamentali in questi atti. Le cose vanno fatte secondo le regole. Vogliamo dare un senso a questi primi 4 mesi al netto dei post Facebook e della propaganda. L’amministrazione ha sfidato chiunque a confronti pubblici e ora, al contrario, non si confronta nemmeno sulla relazione dei 100 giorni. Il luogo democratico di confronto è il Consiglio comunale e chiederemo la convocazione di una seduta in tal senso. Quello che è accaduto in questi giorni è la prova che questi problemi si potevano risolvere in commissione, se solo ci avessero ascoltati. Oggi parlano di atto urgente per quanto riguarda l’approvazione del contratto di servizio, ma il malato è già morto dal 17 agosto 2025. Nel 2022 almeno c’era l’elenco dei servizi con una somma corrispondente. Stavolta nemmeno questo. Non possono pensare di prevaricare le prerogative del Consiglio comunale in ordine alle competenze sugli affidamenti alle società partecipate portandoci documenti striminziti. Anche con l’approvazione del Pef di Messina Servizi per le agevolazioni Tari abbiamo scoperto che mancavano gli obiettivi del 2023, con servizi affidati extra contratto. Vale anche per l’Amam con la questione della manutenzione delle strade”.

“Il decentramento? Così resterà un certificatificio”

“Sono passati 120 giorni dall’avvio della nuova amministrazione – ha proseguito Scurria – e come prima delibera hanno portato in giunta la modifica del regolamento al Decentramento. Ma in Consiglio chi l’ha vista? Ci stanno ancora lavorando. La porteremo noi, ma già per il fatto che proverrà da noi sarà respinta. Quindi il decentramento resterà un certificatificio. Bello a parole, ma perché non spiegano a chi abita in periferia cosa significa servizi. Ma tornando al vaso di Pandora, il coperchio è stato alzato. Da qui in avanti daremo conto su cosa scopriremo. Vi dico che è difficile trovare anche un regolamento, è tutto schermato. Parliamo di cose basilari e invece avere degli atti è complicato. Abbiamo chiesto documenti alle partecipate e ancora dopo 20 giorni non abbiamo avuto risposta. Il punto è l’atteggiamento che nasce dal partito unico e dalla maggioranza monocratica”.

La “solidarietà” alla maggioranza

Sul tema ha aggiunto: “Ora voglio dare la mia solidarietà ai colleghi di maggioranza, spesso disorientati durante i lavori del Consiglio. Devono votare compattamente, lo capisco, ma spesso sono messi nelle condizioni di votare cose invotabili come la delibera di ieri. Ieri non mi sarei aspettato un grazie dal presidente del Consiglio, ma se non è imparziale almeno che lo appaia. In questo governo monocratico il presidente del Consiglio vota come qualunque consigliere? Si dimentica che la legge gli attribuisce la funzione dell’imparzialità, del rispetto e della garanzia delle opposizioni. Non mi aspettavo un grazie anche se siamo arrivati all’ammissione che la delibera era totalmente sguarnita dei requisiti minimi. Noi abbiamo fatto gli interessi di tutti, anche delle maggioranze. E invece mi è stato chiuso il microfono mentre stavo parlando perché avevo parlato troppe volte”.

Scurria: “Predicano bene e razzolano malissimo

Infine Scurria ha concluso: “Il problema è fare presto, non cosa dici o come lo dici. Dobbiamo parlare tutti e poi non parla mai nessuno. Dà fastidio chi solleva problemi, ma se ne facessero una ragione. Sugli allegati faremo un’appendice a questa conferenza, perché vogliamo capire come mai il servizio costa 18 milioni e perché vengono ancora affidati direttamente servizi in violazione di legge. Parliamo dei 23 milioni di euro di fondi extra bilancio. Quando porteranno questi allegati li vedremo e ci sarà la seconda puntata, ma gli organi esterni saranno informati. Ogni abuso commesso sarà denunciato. Se sanno amministrare bene devono farlo, predicando e razzolando bene. Noi stiamo vedendo che stanno razzolando malissimo”.

Dalle parole dei consiglieri di opposizione è chiaro che la battaglia è tutt’altro che conclusa. Già lunedì pomeriggio, nella nuova seduta del Consiglio, si potrebbero vivere nuovi scontri sul tema. E c’è ancora la questione legata alla convocazione del sindaco Basile per esporre la relazione dei 100 giorni in aula. Senza contare che lo stesso Scurria ha “promesso” nuove conferenze stampa sulle società partecipate già nelle prossime settimane. Insomma: l’estate calda di Palazzo Zanca potrebbe proseguire ancora a lungo.

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