Tari sbagliata, caos in Italia. “A Messina calcoli corretti, nessun errore”

In questi giorni in tutta Italia è caos Tari. Cittadini e contribuenti sul piede di guerra, il Ministero delle Finanze ha immediatamente annunciato azioni per correre ai ripari, le associazioni dei consumatori sono pronte con una pioggia di ricorsi. Il problema è emerso grazie all'interrogazione parlamentare di fine ottobre di Giuseppe L'Abbate, parlamentare del Movimento 5 Stelle. L’errore consisterebbe nell'aver applicato la quota variabile più volte, invece che una volta soltanto, a seconda del numero di pertinenze dell'abitazione. Risultato: migliaia di cittadini negli ultimi cinque anni hanno pagato importi superiori a quelli dovuti, con tasse sui rifiuti che sono in alcuni casi raddoppiate. Uno sbaglio nel calcolo da parte di molti Comuni che hanno confezionato bollette in cui, oltre alla quota fissa (legata ai metri quadri della casa), la quota variabile (legata al numero degli abitanti della casa) è stata moltiplicata tante volte quante sono le pertinenze di proprietà dei singoli.

Non è ancora chiaro quante siano le amministrazioni incorse nell’errore; il Codacons indica con sicurezza almeno 7 città, Milano, Genova, Ancona, Siracusa, Catanzaro, Rimini e Napoli, sottolineando però che il numero potrebbe essere molto più vasto.

I messinesi però dovrebbero essere tranquilli: la Tari applicata in questi anni dal Comune di Messina è corretta. Lo afferma l’ex dirigente del Dipartimento Tributi Romolo Dell’Acqua che in questi ultimi anni si è occupato della tariffazione Tari: «Il Comune di Messina ha sempre escluso la tariffazione della quota variabile sulle pertinenze, limitandola alla sola abitazione principale. Chiunque può comunque verificare dall’ultimo avviso di pagamento che i conteggi sono esatti e da cui emerge che non vi è mai stata l’applicazione della quota variabile su garage, cantine o altre pertinenze».

La Tari pagata dai messinesi è dunque corretta, Messina paga tanto la gestione dei suoi rifiuti non per errori di calcolo. Chi vuole controllare che sia tutto a posto può farlo dall’ultimo avviso di pagamento ricevuto: basta verificare, in caso di pertinenze, che la quota variabile applicata risulti pari a zero euro. È in questa parte che l’ente indica le unità immobiliari (con i dati catastali: foglio, particella, sub), la superficie tassata, il numero degli occupanti e la quota fissa e variabile distinta per ogni unità immobiliare. La quota variabile deve essere presente solo per l’abitazione, non anche per le eventuali pertinenze.

Il dipartimento finanze del ministero dell'Economia emanerà in tempi molto brevi un documento di chiarimento sulle modalità di corretta applicazione della Tari e da oggi il Codacons ha attivato un forum telefonico che fornirà info e istruzioni agli utenti su come verificare eventuali errori sulle bollette

Francesca Stornante