Alessio si difende, ma gli investigatori non gli credono. A breve la decisione del giudice

"Sono innocente, quella notte ero a dormire nel mio letto, voglio bene ad Ylenia e non le avrei mai fatto una cosa del genere". Non sono state queste le parole esatte di Alessio Mantineo, il venticinquenne dietro le sbarre aGazzi, indiziato di aver provato a bruciare viva la ex fidanzatina di 22 anni, ancora in ospedale al Policlinico con ustioni sul 13% del corpo. In estrema sintesi, però, questo è stato il senso del suo racconto agli inquirenti, stamattina a Gazzi per l'interrogatorio di garanzia. Alessio, che inizialmente si è avvalso della facoltà di non rispondere, stamani ha invece deciso di parlare, e si è difeso strenuamente. Non c'era lui, domenica scorsa all'alba, davanti la porta di Ylenia, con benzina ed accendino.

"Alessio è molto provato, ha detto di essere innocente, ha spiegato che non farebbe mai del male alla giovane, che le vuole bene ed è preoccupata per lei. Il ragazzo ha ricostruito esattamente cosa è successo quella notte, per quel che lo riguarda, ha offerto la sua versione dei fatti in maniera dettagliata. Allo stato non ci sono elementi per accusarlo. Ho chiesto la sua scarcerazione, sono sicuro che il GIP valuterà con serenità, attendiamo la sua decisione".

Così il suo difensore, l'avvocato Salvatore Silvestro, lo stesso che domenica sera lo ha accompagnato in Questura, alla fine di una giornata intensa durante la quale gli agenti della Squadra Mobile hanno battuto la città alla ricerca del ragazzo. Da lui arriva la conferma che gli investigatori hanno comunque in mano le loro carte: "Hanno depositato ulteriori elementi", commenta brevemente il legale.

IL Giudice Eugenio Fiorentino deciderà a breve, valutando quindi sia il racconto del ragazzo che l'informativa della Squadra Mobile, e dopo aver sentito anche il pm che coordina le indagini, il sostituto Antonella Fradà, anche lei in carcere stamane. Nell'informativa degli agenti, guidati dal capo della Mobile Francesco Oliveri, ci sono le testimonianze raccolte in queste giorni, i tanti racconti dei vicini, dei familiari, poi il materiale sequestrato in casa di entrambi i giovani, in particolare le immagini delle telecamere di video sorveglianza analizzate, sia quella posta all'ingresso della palazzina dove Ylenia abita, che quelle presenti in altri punti della zona.

Alessandra Serio