Politica

Ex Margherita, Micali: è progetto Sovrintendenza non spot elettorale di Saitta

Leggo le dichiarazioni dell’avv. Antonio Saitta, pubblicate oggi sulla Vostra testata, con le quali il candidato a sindaco discute della riqualificazione dell’ex complesso ospedaliero Regina Margherita e della realizzazione della Cittadella della Cultura, indicando linee di azione e interventi finanziari e tecnici. Dichiarazioni che sembrano appartenere a un programma elettorale.

Detto ciò, al solo fine di informare i cittadini che leggono Tempostretto e di rendere il dovuto riconoscimento a chi è stato attore e testimone e a chi quotidianamente opera per la progettazione e realizzazione della Cittadella della Cultura, mi permetto di intervenire nella qualità di rappresentante dell’unico soggetto titolare del procedimento, ovvero l’assessorato regionale dei beni culturali e dell’identità siciliana che opera attraverso la Soprintendenza di Messina nella quale oggi rivesto il ruolo di Soprintendente. Il mio intervento è anche nella qualità di responsabile unico del programma di riqualificazione dell’ex complesso ospedaliero Regina Margherita e di realizzazione della Cittadella della Cultura.

Un programma d’intervento, a totale titolarità regionale, che ha trovato il punto di svolta nell’art.2, comma 1, della legge regionale 9 ottobre 2015, n.24, con il quale è stato disposto che “ai fini della salvaguardia, della tutela e del recupero dell’immobile sede dell’ex ospedale Regina Margherita di Messina, l’assessore regionale per i beni culturali e dell’identità siciliana è autorizzato a disporre del bene per la realizzazione della cittadella della cultura”. Un articolo di legge proposto dall’allora presidente dell’ARS, Giovanni Ardizzone, al quale va ascritta già dal 2011 un’azione continua di promozione e sostegno alla proposta di riconversione dell’ex struttura ospedaliera, trovando sponda e convinto supporto in Nino Germanà e Peppe Picciolo, come peraltro più volte testimoniato da articoli della Vs. testata.

Il tempo di trasferire in un unico padiglione i presidi sanitari ancora attivi e la consegna disposta dalla legge regionale 24/2015 è stata trascritta nel comodato d’uso firmato dal direttore generale Gaetano Sirna e dall’assessore regionale dei beni culturali Carlo Vermiglio al quale si deve il finanziamento di 42 MLN nell’ambito del Patto per la Sicilia firmato il 10 settembre 2016 da Renzi e Crocetta. Ma la Soprintendenza di Messina lavorava all’ideazione, progettazione e realizzazione della Cittadella della Cultura già dal 2014, anno in cui, il 18 settembre, sotto la direzione dell’allora Soprintendente Rocco Scimone, ho presentato e illustrato a Enti, Amministrazioni, rappresentanti politici e forze sociali un programma di sviluppo per Messina incentrato sui beni culturali. Il programma denominato CulturaSviluppo era ed è articolato in dieci macro obiettivi tematici e prevedeva un finanziamento extraregionale di circa 165MLN di euro. Il recupero e la riconversione dell’ex ospedale Regina Margherita era l’obiettivo tematico n.3. Proprio i Vs. giornale diede ampia informazione con un articolo pubblicato il 4 giugno 2015 dal quale era possibile scaricare in formato pdf uno studio di fattibilità per la Zona Falcata con incluso il programma CulturaSviluppo.

Nell’ottobre 2016, pochi mesi dopo l’insediamento nel ruolo di Soprintendente di Messina, ho reso un’ampia intervista a Nuccio Anselmo, pubblicata sulla Gazzetta del Sud, nella quale ho descritto la realizzazione della Cittadella della Cultura secondo un programma che prevedeva il trasferimento degli uffici della Soprintendenza nei padiglioni 6 e 10 e la realizzazione del centro direzionale e degli uffici del Museo regionale nei padiglioni 4 e 5. I padiglioni 1, 2 e 3 sarebbero stati destinati alla realizzazione di tre nuove strutture identificate da altrettanti acronimi: MUDOS, 19/08 e CAB.

MUDOS, allocato nel padiglione 1, sta per Museo delle dominazioni in Sicilia, ovvero una struttura che racconta, documenta e testimonia periodi e culture dell’intero territorio siciliano seguendo le dominazioni che si sono susseguite dai Greci a Garibaldi.

19/08 è un centro culturale-scientifico che identifica Messina come icona dei grandi eventi sismici mondiali. Allocato nel padiglione 2, è costituito da un’area contenente documenti e testimonianze materiali e immateriali del grande Terremoto e da un centro internazionale di ricerca scientifica e tecnologica applicata destinata a specialisti provenienti da ogni parte del mondo.

Nel padiglione 3 il CAB, Centro Archivistico e Bibliografico. Una struttura pluri-specialistica ad elevata funzionalità informatica, multimediale e tecnologica, incentrato sulla capacità educativa e formativa della popolazione anziana, adulta e giovane. Una struttura nella quale troveranno-casa contemporaneamente il sapere cartaceo e cibernetico, viaggiando dai codici mimati ai testi robotici, dalle più antiche carte nautiche alle rotte spaziali.

Parte di quel programma è già realtà, grazie al lavoro dello staff di progettazione composto da personale tecnico e amministrativo della Soprintendenza, al quale va il mio plauso, che ha progettato il recupero dei padiglioni 6 e 10 per i quali la Giunta regionale, nell’ottobre 2017, ha deliberato il finanziamento di 4.982.000 euro in favore del padiglione 6.

Per concludere questo report, con il quale spero di aver reso chiara e trasparente informazione su titolarità, origini e sviluppo del programma Cittadella della Cultura nell’ex complesso ospedaliero Regina Margherita, voglio citare l’accordo sottoscritto qualche mese fa tra la Soprintendenza di Messina e l’Università Mediterranea di Reggio Calabria per lo svolgimento di tirocinio formativo di laureandi in architettura presso la nostra sede. Grazie al lavoro della professoressa Rita Simone i primi cinque tirocinanti stanno svolgendo il percorso formativo lavorando proprio alla Cittadella della Cultura, fianco a fianco con i nostri progettisti.

Infine, come rappresentante dell’istituto che dirigo e come cittadino non posso non auspicare che la Cittadella della Cultura, insieme al MuMe, riceva l’impegno concreto del futuro Sindaco di Messina affinché non rischi di essere cattedrale di se stessa.

Orazio Micali