E' la prima azienda pubblica ad averlo in funzione: "Ciò che si risparmia verrà investito per migliorare i servizi sanitari"
servizio di Silvia De Domenico
MESSINA – E’ un impianto che trasforma i rifiuti sanitari in energia. Il Policlinico di Messina fa da apripista fra le aziende ospedaliere siciliane, ma anche italiane. Infatti l’impianto realizzato da Tritor è già stato realizzato all’interno di due cliniche private del nord Italia ma per la prima volta è stato adottato da un ospedale pubblico.

L’impianto inaugurato al Policlinico di Messina
L’impianto di trattamento e smaltimento dei rifiuti sanitari è entrato in funzione l’1 agosto e oggi è stato inaugurato alla presenza del direttore amministrativo dell’AOU G. Martino di Messina, Elvira Amata, della rettrice dell’Università di Messina, Giovanna Spatari e degli assessori regionali Elvira Amata e Marcello Caruso. L’impianto di ultima generazione consente di sterilizzare e smaltire i materiali a rischio infettivo direttamente in loco, trasformando i rifiuti sanitari in combustibile energetico.

“Oggi si inaugura un nuovo modo di pensare e di gestire i rifiuti”
“Oggi non si inaugura un nuovo reparto ma un nuovo modo di pensare e di gestire i rifiuti”, ha detto la direttrice Amata. “Il nuovo impianto per la trasformazione dei rifiuti speciali ospedalieri riduce l’impatto ambientale dei rifiuti a rischio infettivo e ci consente di trasformare i nostri rifiuti in un prodotto da recuperare e destinare alla produzione di energia”, aggiunge Amata.

Il rifiuto diventa risorsa
In pratica i rifiuti speciali vengono ritirati reparto per reparto, poi arrivano all’impianto e vengono inseriti all’interno di un macchinario che li trita e li sterilizza fino a raggiungere una temperatura di 150 gradi. Il prodotto che se ne ricava viene poi inserito come combustibile in un altro macchinario che produce energia sempre per l’azienda sanitaria Policlinico. Quindi il rifiuto speciale prodotto dall’ospedale diventa una risorsa per l’ospedale stesso.

“Ciò che si risparmia può essere investito per migliorare i servizi sanitari”
“Segnale tangibile di come la sanità può rispondere in maniera corretta a un’esigenza che è quella di salvaguardare l’ambiente e contemporaneamente la salute“, dichiara l’assessore regionale alla salute, Marcello Caruso. “Questo è un modo virtuoso di poter trattare i rifiuti, soprattutto quelli che hanno un’alta incidenza di capacità infettiva, e poter alla fine riconsegnare questo prodotto e farlo diventare anche un’economia di scala che può poi essere rivestita per migliorare i servizi sanitari”, conclude Caruso.

Come si smaltivano i rifiuti prima
La nuova tecnologia è stata collocata in un sito già presente all’interno della struttura ospedaliera, oggetto di un intervento di riqualificazione e adeguamento. L’impianto consente, quindi, di trattare direttamente in ospedale i rifiuti sanitari a rischio infettivo, modificando in maniera significativa il tradizionale processo di gestione di questa tipologia di materiale. Prima dell’entrata in funzione di questo impianto, infatti, i rifiuti sanitari venivano trasportati su strada fino all’inceneritore di Crotone. Il nuovo sistema consente di evitare passaggi come la raccolta nei reparti, la movimentazione interna e il trasporto all’esterno. Inoltre consente di ricavare energia elettrica per uso interno all’azienda ospedaliera. Ecco come il rifiuto da scarto diventa risorsa.
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