Nuovi guai per l'ex boss Carmelo Bisognano e 2 imprenditori del movimento terra, sequestro da mezzo milione di euro
Barcellona- Nuovi guai per l’ex collaboratore di giustizia Carmelo Bisognano, arrestato nell’ambito di una inchiesta dei Carabinieri su alcuni lavori al comune di Mazzarrà Sant’Andrea. I militari della Compagnia di Barcellona hanno sequestrato beni per mezzo milione di euro e arrestato anche due imprenditori del movimento terra, che avrebbero sfruttato “entrature” al Comune mazzarroto.
I nomi

Trasferimento fraudolento di valori aggravato dal metodo e dalla finalità mafiosi l’accusa per l’ex boss dei mazzarroti Melo Bisognano (59 anni), Antonino Giardina (36) e il fratello Davide Giardina (22), che ha ottenuto i domiciliari. residente a. Quest’ultimo ai domiciliari. Sotto chiave un impianto di frantumazione di inerti, 2 terreni e 8 mezzi d’opera nella disponibilità delle 2 imprese intestate ai Giardina, per un valore complessivo stimato in oltre 500 mila euro.
L’operazione Vecchia maniera
L’indagine è della Direzione distrettuale antimafia che ha messo sotto la lente il business di Bisognano tra il luglio 2023 e il 2024. L’ex pentito non è nuovo a episodi simili. Dieci anni fa venne arrestato nell’operazione Vecchia Maniera perché, insieme ad un pregiudicato arrestato in inchieste anti mafia alle quali proprio le dichiarazioni di Bisognano avevano contribuito, aveva continuato a fare affari. Il processo aveva poi sgonfiato in gran parte le accuse.
L’ipotesi della Direzione distrettuale antimafia è che Bisognano continuava a fare business nel movimento terra, imponendosi nel suo territorio d’origine, utilizzando i due fratelli come “teste di legno” e avvalendosi, in alcune circostanze, di entrature negli uffici tecnici comunali. L’inchiesta nasce da attività degli investigatori, nessuno ha denunciato le infiltrazioni di Bisognano.
L’impresa era gestita dal pregiudicato mafioso
In sostanza secondo l’inchiesta l’impresa era intestata a Davide Giardina, incensurato, ma di fatto gestita dal fratello maggiore e da Bisognano. Impresa attraverso la quale si aggiudicavano commesse sul territorio. Era però poi Bisognano a dare direttive ai dipendenti, anche per la gestione dei mezzi d’opera, curare le trattative per gli acquisti, pianificare la ripartizione dei profitti, utilizzando conti esteri.
Bisognano avrebbe anche curato le pratiche amministrative al comune di Mazzarrà, ha utilizzato i suoi terreni come parcheggio per i mezzi dell’impresa e ha fatto leva sui proprietari dei terreni utili ai lavori per la cessione in favore dell’impresa. Parte delle entrate della società intestata a Davide Giardina, realizzate attraverso risorse pubbliche, finivano poi sui conti della società del fratello, malgrado l’interdittiva anti mafia del 2020.
Bisognano, hanno scoperto i carabinieri, si è anche adoperato per recuperare i mezzi che una volta erano della sua impresa ed erano stati confiscati e ceduti ad altri proprietari, intimiditi dall’ex pentito.
