Messina, panico durante le lezioni universitarie al Papardo ma l'allarme era infondato

Messina, panico durante le lezioni universitarie al Papardo ma l’allarme era infondato

Redazione

Messina, panico durante le lezioni universitarie al Papardo ma l’allarme era infondato

lunedì 19 Maggio 2025 - 18:00

Ragazzi e docente trincerati in aula per la presenza di un soggetto armato. Controllato dalla Polizia, non aveva lame. Ma aveva già spaventato i ragazzi

Messina – E’ scattato l’allarme stamane nei locali universitari del Papardo dove era circolata la voce che all’interno del plesso era stato visto un uomo armato di coltello aggirarsi tra i corridoi. Nei giorni scorsi lo stesso soggetto era già stato segnalato e denunciato da due studentesse della facoltà di Medicina perché sorpreso nei bagni delle ragazze.

Volanti all’Università

La notizia stamane ha scatenato il panico e, per precauzione, un docente in quel momento impegnato nelle lezioni del primo anno di Medicina ha sospeso il corso e ha chiuso le porte dell’aula mentre i ragazzi erano dentro, allertando la Polizia.

Immediato il sopralluogo delle Volanti che hanno identificato il soggetto, controllato. Addosso non aveva armi né lame e per lui non sono quindi scattati provvedimenti. Quando gli agenti si sono allontanati in facoltà è tornata la calma.

Ragazzi preoccupati

Soltanto per poco, però, perché tra gli allievi hanno cominciato a circolare due audio, indirizzati dal soggetto in questione ad uno dei ragazzi, nei quali usa toni giudicati minacciosi. Adesso indagano gli investigatori per capire se si tratti di una reale minaccia così come testimoniato dagli studenti che già in passato erano stati inquietati dalla presenza dell’uomo in facoltà e dal suo profilo social, dove si ritrae in assetto “militare” pur non appartenendo a forze dell’Ordine né corpi militari.

Un commento

  1. Le notizie che girano tra i ragazzi in merito a questo soggetto sono inquietanti.
    Per una volta almeno sarà possibile mettere in opera interventi di concreta prevenzione?
    Oppure dobbiamo recriminare ancora e ancora una volta su ciò che si doveva fare e non si è fatto?
    La vogliamo imparare anche noi adulti la lezione?
    Le forze dell’ordine non hanno figli che frequentano l’università che posssano utilmente aggiornarli sul reale stato della situazione, affinché non venga sottovalutata?
    Grazie.

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