Buzzanca e i deputati sulla dismissione di Rfi: «Moretti e il governo si confrontino con Messina». La Cgil: «Stanchi delle solite passerelle»

Buzzanca e i deputati sulla dismissione di Rfi: «Moretti e il governo si confrontino con Messina». La Cgil: «Stanchi delle solite passerelle»

Buzzanca e i deputati sulla dismissione di Rfi: «Moretti e il governo si confrontino con Messina». La Cgil: «Stanchi delle solite passerelle»

venerdì 12 Giugno 2009 - 11:49

Brevissimo incontro tra il sindaco e pochiparlamentari nazionali e regionali: «Convechermo ufficialmente l'amministratore delegato delle Ferrovie e il presidente del Consiglio». D'Alia: «La politica è prigioniera della lobby delle Ferrovie». Garofalo: «Il sud deve avere gli stessi servizi del resto del Paese». Documento della Camera di Commercio

La presa di posizione c’è, la richiesta ufficiale arriverà nei prossimi giorni: Mauro Moretti, amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, verrà invitato a confrontarsi con il sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca sulla lenta ma inesorabile azione di dismissione che Rfi sta attuando da anni. Lo hanno deciso durante un incontro durato meno di un quarto d’ora Buzzanca stesso e una -ristretta- delegazione della deputazione nazionale e regionale messinese. Presenti solo Giovanni Ardizzone, Francesco Stagno D’Alcontres, Gianpiero D’Alia e Enzo Garofalo, mentre gli altri che erano giunti puntuali a Palazzo Zanca alle 11, Nino Germanà, Pippo Naro e Santi Formica, sono andati via prima che arrivasse il sindaco, in ritardo di circa trequarti d’ora per la cerimonia del cero votivo a Montalto. In certi casi meglio chiedere una mano -spirituale-.

Ad annunciare l’imminente convocazione di Moretti e, contestualmente, del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per un incontro chiarificatore sulle reali intenzioni di Ferrovie e Governo sul sud e la Sicilia, è il sindaco Buzzanca, che ha intenzione di coinvolgere in questa battaglia il collega dirimpettaio Giuseppe Scopelliti. Non mancano gli affondi. D’Alia, che a Roma è opposizione rispetto al governo, ricorda che ci sono state già tre mozioni parlamentari sull’argomento, nelle quali si chiede un impegno pieno a Palazzo Chigi che ancora non si è visto. «Da Prodi a Berlusconi non è cambiato nulla – afferma il senatore Udc – la politica rimane prigioniera della lobby delle Ferrovie dello Stato». Garofalo spinge sulla necessità di trovare «una strategia comune, a prescindere dalle differenze politiche. Non è accettabile che una parte del Paese sia privo degli stessi servizi che ci sono nel resto del territorio». La necessità riguarda anche il servizio merci: «Bisogna togliere dalla strada i camion, per il costo ambientale e per questioni di sicurezza». L’assenza di Francantonio Genovese, anticipata ieri da una lettera inviata al sindaco, viene stigmatizzata da tutti, anche se il segretario del Pd ha confermato telefonicamente che sottoscriverà il documento. Garofalo: «Posizione tardiva, non mi risultano azioni incisive da parte sua quando al governo c’era Prodi». Buzzanca taglia corto: «Gli assenti hanno sempre torto».

Di fronte Palazzo Zanca erano schierati in sit-in rappresentanti sindacali di Orsa, Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Fast Ferrovie, che hanno raccolto le firme di tutti i deputati, e anche di qualche assessore, sulla petizione con la quale si chiede un intervento forte del governo nei confronti di una azienda che, va ricordato, ha come socio unico lo Stato. «Serve una forte azione congiunta di tutta la deputazione messinese, maggioranza e opposizione – afferma il segretario generale Lillo Oceano e servono soldi, tutti quelli che ci hanno poco a poco sottratto dirottandoli al nord e svuotando i nostri progetti e i cantieri. Siamo stanchi di show mediatici e passerelle inutili, basta promesse a vuoto. Nella Finanziaria 2009 il Governo ha tagliato 256 milioni di Euro a Trenitalia e altri 317 a RFI, tagli che in gran parte sono stati scaricati sul Mezzogiorno e sul nodo Stretto, non a caso mentre al Nord l’offerta treni migliora e aumenta, qui assistiamo a contrazioni che stanno mettendo in discussione il diritto alla mobilità dei cittadini, delle imprese e del turismo. Non serve la chiromante per capire che, stando così le cose, tra qualche anno la nostra provincia diverrà deserto».

Anche la Camera di Commercio prende posizione, con un documento approvato dalla giunta camerale: «E’ indispensabile che le politiche volte a sostenere lo sviluppo locale si integrino costantemente ed efficacemente con le grandi scelte infrastrutturali di livello regionale, nazionale ed internazionale. E, in tale contesto infrastrutturale, rientrerebbero le “autostrade del mare” e l’urgente adeguamento della Salerno–Reggio Calabria, ma anche gli attualissimi aspetti inerenti la realizzazione di una moderna struttura aeroportuale nell’ambito del territorio provinciale nell’area del Mela». La Camera di Commercio chiede «a viva voce un cambiamento di indirizzo gestionale sulle questioni legate ai trasporti in Sicilia, evidenziando, inoltre, l’allarmante quadro che focalizza la realtà peloritana anche dal punto di vista occupazionale: nella sola provincia di Messina, in dieci anni si è passati da 5.000 a 1.700 lavoratori occupati nel settore; i flussi di traffico sono diminuiti del 30% per quanto riguarda i viaggiatori e del 40% per le merci, mentre ulteriori tagli sono previsti proprio in questo settore». L’ente camerale va oltre: «La metroferrovia (Giampilieri – Stazione centrale), la metropolitana del mare, gli svincoli Giostra-Annunziata, il rilancio dell’attività Fieristica e della zona Falcata – si legge, infine, nel documento – devono urgentemente passare dai programmi ed accordi alle azioni concrete, per dare speranza nel futuro all’economia ed al lavoro di Messina e dell’Area reggina in sinergia di intenti ed interventi».

(foto Dino Sturiale)

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