Dopo il weekend, la settimana inizierà in maniera molto movimentata con venti di burrasca fra Sicilia e Calabria. Ecco cosa ci aspetta 19 e 20 gennaio
Quando la corrente a getto polare, il vero motore del tempo atmosferico alle nostre latitudini, inizia a bloccarsi sull’Atlantico, causa una cresta anticiclonica sul Nord Europa, l’area del Mediterraneo si dovrà preparare ad affrontare una severa fase di maltempo.
Non è statistica, bensì sono leggi della fisica. Già dalle prossime ore vivremo un piccolo antipasto del maltempo atteso a inizio della prossima settimana. Una piccola goccia fredda causerà un po’ d’instabilità fra sabato e domenica, con delle piogge, relegate solo all’area ionica, e un po’ di Scirocco che inizierà a soffiare moderatamente lungo lo Stretto di Messina, addossando un po’ di nuvolosità bassa, ma per lo più innocua, sul capoluogo. Maggiori aperture saranno presenti sull’area tirrenica, dove peraltro la ventilazione sarà debole, o a tratti assente.
Ma dopo un weekend relativamente tranquillo, eccetto qualche pioggia sul Taorminese e zona ionica, la settimana inizierà in maniera molto movimentata, causa l’affondo del getto polare fino all’Algeria. Quando questo flusso ad alta velocità si muoverà fino all’entroterra algerino, andando ad interagire con il getto subtropicale, presente sopra il Sahara, si creeranno le condizioni dinamiche ideali alla nascita del minimo depressionario.

A est del nucleo di massima velocità del getto, nell’alta troposfera, a circa 10 km di altezza, si crea una potente divergenza nell’alta troposfera. L’aria si espande e si allontana, creando un “vuoto” che deve essere riempito.
Questo risucchio di masse d’aria dal basso verso l’alto richiama con forza l’aria calda e umida presente sul Nord Africa, e quella più fredda nei dintorni dell’Italia. Questo movimento ascensionale è il motore principale che innesca la formazione di un profondo ciclone al suolo, fra la serata di domenica 18 e lunedì 19 gennaio. Questa depressione, pronta a nascere sottovento all’Atlante, lunedì 19 gennaio si sposterà rapidamente verso Canale di Sicilia e il Canale di Sardegna, rimanendo bloccata in loco a causa dell’azione di blocco esercitata dall’anticiclone di blocco sull’Europa centrale.
Lunedì 19 la depressione si affaccerà sul Mediterraneo
Nella mattinata di lunedì 19 questo ciclone extratropicale dalla Tunisia risalirà verso il Canale, ma la sua normale traslazione verso nord-est sarà frenata dall’attrito esercitato dall’imponente anticiclone di blocco, presente sull’Est Europa, con massimi di oltre 1040 hPa fra Ucraina e Russia.

Sarà proprio la presenza di questo promontorio anticiclonico a comprimere ulteriormente le isobare, sui mari attorno la Sicilia e la Calabria, dando la genesi, già da lunedì pomeriggio, ad un intenso flusso da E-SE che già entro la serata di oggi raggiungerà lo status di burrasca forte da E-SE sul Canale di Sardegna e sullo Ionio.
Più Levante che Scirocco, Stretto parzialmente ridossato
Dalla serata di lunedì si andrà ad innescare quella fitta compressione delle isobare che innescherà i venti di burrasca forte / tempesta attesi fra lunedì 19 e martedì 20, soprattutto fra Calabria e Sicilia. Al momento le correnti attesi si disporranno più da E-SE che SE puro, quindi saranno i settori ionici quelli maggiormente coinvolti dal vento a 100 km/h e dalle onde davvero giganti. L’area dello Stretto, visto la componente più orientale, sarà più riparata dall’Aspromonte, soprattutto la costa della zona Nord di Messina, dal porto fino a Faro, e la fascia tirrenica.
Mentre la zona sud, essendo molto più aperta, riceverà, già lunedì pomeriggio, raffiche molto forti, anche sopra gli 80-90 km/h nell’area di Giampilieri. Questa burrasca, con raffiche di tempesta sulla costa ionica, dovrebbe perdurare fino a buona parte dì martedì 20 gennaio, per poi andare progressivamente a calmarsi. Ma il passaggio non sarà indolore: la fine del vento forte sarà seguita da un passaggio temporalesco, piuttosto intenso, atteso nel corso della giornata di martedì.

Peraltro oltre il 60% di questo flusso, nei bassi strati, sarà di origini balcaniche, trattandosi di aria fredda che scende dall’Egeo verso il Peloponneso, per piegare come Levante sullo Ionio, fino ad arrivare a ridosso della costa siciliana come un flusso da E-SE curvato dalla forza centrifuga del ciclone africano. Pertanto sarà un vento piuttosto freddo, nonostante la provenienza dal mare (ecco perché non sarà Scirocco puro). Solo in quota permarrà un flusso più sud-orientale, proveniente direttamente dalla Cirenaica, che trasporterà anche della polvere desertica, colorando di rosso il cielo.
La grande mareggiata attesa sulla costa ionica
Il “fetch” (lo spazio di mare su cui soffia il vento) piuttosto ampio sullo Ionio determinerà le condizioni ideali per la formazione di un moto ondoso significativo, con onde ben formate che si dirigeranno verso le esposte coste della Sicilia orientale e della Calabria, dove purtroppo fra lunedì 19 e martedì 20 si attiveranno mareggiate da Est e E-SE, sull’intero litorale della Sicilia ionica, dalla bocca meridionale dello Stretto di Messina fino a Capo Passero.

Sulle coste del Ragusano, Siracusano, Catanese e Messinese ionico, così come sui litorali del Reggino ionico, Catanzarese e Crotonese, il picco della mareggiata è atteso nella notte fra lunedì e martedì, quando irromperanno onde di swell imponenti, con periodi molto ampi, che raggiungeranno altezze di onda significativa di oltre 6 metri. Tutta la costa Messinese è a rischio di mareggiate imponenti, fino al litorale di Galati e Tremestieri. Autentici muri d’acqua pronti ad erodere interi tratti di costa, determineranno danni considerevoli lungo i lungomari ionici. Li dove non ci saranno le dune a proteggere la fascia costiera, ammortizzando l’energia del moto ondoso, oltre a importanti fenomeni erosivi, si rischiano danni considerevoli. Stando allo scenario propinato oggi dai modelli globali la mareggiata attesa ad inizio della prossima settimana potrebbe essere paragonata a quella devastante del 13 gennaio 2009, se non addirittura più forte.
