Appello del presidente degli Avvocati per le difficoltà degli studi della jonica. Sulla crisi della giustizia Vermiglio dice: "Servono interventi strutturali"
Messina – I danni causati dal ciclone Harry hanno conseguenze anche sull’attività dei professionisti. Così gli effetti del maltempo sulla zona jonica sono “entrati” anche a palazzo di Giustizia a Messina, durante la cerimonia di apertura dell’anno giudiziario, con l’intervento di Paolo Vermiglio.
II presidente dell’Ordine degli avvocati di Messina rinnova l’appello perché, si tenga conto delle difficoltà di chi opera nel contesto colpito dal disastro, soprattutto nelle procedure che contemplano scadenza di depositi atti e simili: “Voglio esprimere la vicinanza dell’Avvocatura a tutti i cittadini della zona jonica che vivono giorni di gravissima difficoltà per i noti eventi alluvionali. In disparte dai danni materiali, di cui si parla diffusamente, forse sfugge ai più che ci sono interi centri urbani ancora privi delle forniture essenziali, quali energia elettrica, acqua, gas”.
“Ci sono pertanto avvocati – spiega Vermiglio – che non possono accedere alle piattaforme telematiche, consultare fascicoli, depositare atti, partecipare alle udienze da remoto; o comunque, che incontrano serie difficoltà, con intuibili conseguenze in punto di responsabilità e di serena conduzione dell’attività professionale.
Studi della jonica in difficoltà
Il Consiglio dell’Ordine ha già segnalato la situazione ai vertici degli uffici giudiziari, perché possano valutare positivamente le istanze dei colleghi che, documentando quanto ho appena detto, chiedano l’autorizzazione al deposito degli atti in formato cartaceo o la restituzione di termini incolpevolmente decorsi. Da questo palco rinnovo la richiesta – il procuratore della Repubblica ha già disposto in tal senso e di questo lo ringrazio – e sono certo che la magistratura messinese sarà sensibile alle istanze dell’avvocatura”, dice il presidente degli avvocati di Messina.
Crisi di fiducia e carente strutturali
Vermiglio approfondisce il tema della crisi della giustizia, oggi caldo per via del prossimo referendum sulla riforma del Csm: “C’è, a mio avviso, una vera e propria crisi di fiducia nel sistema della giustizia, che richiede riforme strutturali e investimenti non più differibili. E non parlo di separazione delle carriere, pur questione importante, ma di quanto serve, e subito, per far funzionare un sistema in cui si discute quotidianamente dei diritti, delle aspettative e della dignità delle persone, che hanno il diritto di trovare risposta alla domanda di giustizia, come avvocati e magistrati hanno il diritto di lavorare in un sistema moderno ed efficiente. E noi – avvocati e magistrati – questa crisi di fiducia non possiamo permetterla”
