Atti persecutori e aggressioni all'ex compagna, arrestato 51enne a Giardini Naxos

Atti persecutori e aggressioni all’ex compagna, arrestato 51enne a Giardini Naxos

Redazione

Atti persecutori e aggressioni all’ex compagna, arrestato 51enne a Giardini Naxos

mercoledì 20 Maggio 2026 - 14:35

Catanese finisce ai domiciliari con braccialetto elettronico

Ad Aci Sant’Antonio (CT), i carabinieri di Giardini Naxos (ME) hanno eseguito – con il supporto dei militari della Stazione del luogo – un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico emessa dal giudice del Tribunale di Messina su richiesta della locale Procura, nei confronti di un 51enne del luogo, ritenuto gravemente indiziato dei reati di “atti persecutori” e “danneggiamento” commessi a Giardini Naxos ai danni dell’ex compagna.

Minacce, pedinamenti, foto di armi

Il provvedimento è scaturito da un’indagine avviata a seguito di una denuncia presentata dalla vittima, la quale aveva segnalato che – dopo la sua scelta di interrompere la relazione – l’uomo aveva posto in essere una serie di condotte reiterate e minacciose, generando in lei un grave stato di ansia e di paura, oltre al fondato timore per la propria incolumità. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il 51enne avrebbe tormentato la vittima con continue telefonate, pedinamenti e minacce di suicidio, anche esibendo la foto di una pistola. In tale quadro, il 51enne avrebbe anche attuato condotte diffamatorie e ritorsive, contattando i familiari della donna – tra cui il figlio – con l’intento di isolarla e costringerla a riallacciare i rapporti.

L’aggressione

La situazione è degenerata lo scorso mese, quando l’uomo – in evidente stato di alterazione -, di fronte all’ennesimo rifiuto della sua ex compagna si era presentato a casa sua e l’aveva aggredita fisicamente, strappandole il telefono dalle mani e colpendola con uno schiaffo, per poi spintonarla ripetutamente fino a farla sbattere contro un armadio. La gravità degli episodi contestati ha così indotto il giudice a emettere il provvedimento restrittivo, anche al fine evitare la reiterazione del reato a tutela della vittima, condividendo l’impostazione della Procura (gruppo di lavoro specializzato in tema di tutela delle vittime vulnerabili).

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