Cadono le accuse per tutti gli imputati, la sentenza del Tribunale di Patti
Si è chiuso con cinque assoluzioni per insussistenza dei fatti contestati il processo nei confronti del sindaco di Falcone, Carmelo Paratore, della funzionaria dello stesso comune Marisa Minghetti, del progettista ingegnere Massimo Brocato e del geologo Calogero Scurria. Al centro del dibattimento c’era l’appalto del 2021 per la progettazione dei lavori di ripascimento del litorale di Falcone e nel loro ambito. I carabinieri avevano eseguito divieti di dimora e interdizioni, Paratore era stato sospeso, ma le accuse sul piano sostanziale non hanno retto al vaglio del primo grado.
Appalti a Falcone, com’è finito il processo
L’Accusa aveva chiesto per l’ex sindaco la condanna a 4 anni, 3 anni e mezzo per Brocato e Scurria, 3 anni per Minghetti. Il Tribunale di Patti (presidente Samperi) sembra invece aver accolto le tesi dei difensori, gli avvocati Nino Favazzo, Alberto Gullino, Antonio Amata, Tino Giusto e Pinuccio Calabró, assolvendo tutti con formula ampia “perché il fatto non sussiste”.
La sentenza
I legali avevano fornito un quadro della normativa applicabile in materia di appalti pubblici, sostenendo la piena legittimità dell’operato degli imputati, accusati a vario titolo di turbativa d’asta e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, Paratore anche di una ipotesi di rifiuto di atto di ufficio per non aver portato avanti l’appalto dopo l’avvio delle indagini. Per capire come hanno effettivamente ragionato i giudici bisognerà però attendere di leggere le motivazioni del verdetto, che saranno depositati successivamente.
