Altro riconoscimento per il racconto dello scrittore galatese su Rita Atria
Messina – Io che sono Rita vale allo scrittore originario di Galati Mamertino Cristiano Parafioriti un altro prestigioso riconoscimento letterario. Parafioriti ha conquistato il premio Langobardia Major di Cologno al Serio, in provincia di Brescia, grazie al racconto che ripercorre le drammatiche vicende di Rita Atria, la “picciridda” di Partanna considerata a tutti gli effetti la settima vittima della strage di Capaci.
Il premio nel giorno dell’anniversario della strage

Il premio gli è stato consegnato proprio nel giorno dell’anniversario dell’attentato costato la vita a Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta. Un riconoscimento, quindi, anche all’impegno civile dello scrittore, sempre attivo sui temi dell’antimafia e della legalità. Continua dunque il momento straordinario dello scrittore e luogotenente della Guardia di Finanza luinese, ormai presenza consolidata e apprezzata nei principali concorsi letterari nazionali.
La picciridda di Partanna
Rita Atria dopo l’assassinio del padre e del fratello per mano mafiosa decide di ribellarsi a Cosa Nostra collaborando con la giustizia accanto al giudice Paolo Borsellino. Era un’adolescente. La strage di Capaci la colpì profondamente e quando anche il “suo” giudice fu ucciso nell’attentato di via D’Amelio, si tolse la vita a soli diciassette anni.
L’impegno di Cristiano Parafioriti non solo letterario
“Ricevere questo premio il 23 maggio ha per me un significato particolare e profondissimo. “Io che sono Rita” nasce dalla volontà di mantenere viva la memoria di Rita Atria, di Paolo Borsellino e di tutte le vittime della mafia. Vincere proprio nell’anniversario della Strage di Capaci rende questo riconoscimento ancora più carico di emozione e responsabilità. Ringrazio di cuore la giuria del Premio “Langobardia Major” per aver creduto nella forza civile e umana di questo racconto”, commenta commosso Parafioriti.
