I tesori di Naso: "Gesù e Tommaso" nella chiesa madre

I tesori di Naso: “Gesù e Tommaso” nella chiesa madre

Autore Esterno

I tesori di Naso: “Gesù e Tommaso” nella chiesa madre

domenica 07 Giugno 2026 - 16:44

Il professore Pirrone analizza l'opera di Giuseppe Tomasi, tra gli Apostoli e Maria Santissima di Capo d'Orlando, San Cono e Sant'Antonio

Dal professore Antonino Pirrone riceviamo e pubblichiamo.

In primo piano il dipinto Gesù e Tommaso, con Apostoli e Maria Santissima di Capo d’Orlando in gloria di angeli, e con i Santi Cono da Naso e Antonio da Padova di Giuseppe Tomasi

Entrati nella Chiesa Madre di Naso, dedicata ai Santi Apostoli Filippo e Giacomo, subito volgendo lo sguardo verso il primo altare Nella navata di destra, è possibile ammirare la tela di Giuseppe Tomasi (Tortorici 1610 – 1672) dedicata all’incontro tra Gesù Risorto e l’apostolo Tommaso. Appare evidente nel nucleo principale del dipinto, la “citazione” dell’Incredulità di San Tommaso di Caravaggio. Il Merisi, anche grazie all’inquadratura ravvicinata delle quattro figure, realistiche e nitide sul fondo scuro, concentra l’attenzione sul gesto di Tommaso, che guidato dalla mano di Gesù, introduce il dito indice nella ferita del costato.

Il Cristo Risorto, con il corpo coperto parzialmente dal sudario, illumina di luce candida la scena, ma la tangibilità fisica, non basta a sciogliere i dubbi dei tre Apostoli, il cui sguardo resta sorpreso e incredulo. Sappiamo tuttavia, dal racconto evangelico, che Tommaso professò la propria fede senza toccare il corpo del Signore.
Tomasi riprende il tema del Caravaggio e lo sviluppa in una scena corale, a figure intere, con fondale architettonico, riferibile, seppur nella diversità delle proporzioni prospettiche, dei colori e della luminosità, all’Urbinate. Figurano, in varietà di pose e atteggiamenti umani, gli undici Apostoli, alcuni in penombra, raccolti in due gruppi di quattro, a destra e a sinistra del nucleo centrale con Tommaso, Giovanni e Pietro vicini a Gesù, e l’indagine anatomica enfatizzata dal Merisi, resta un particolare all’interno del più ampio orizzonte dell’elaborazione tematica. I colori dei manti, principalmente i rossi, il giallo assieme al blu, sembrano ricordare quelli del Novelli.
Rosso con croce argentea, il vessillo della vittoria sulla morte sventola in alto, sorretto dalla destra del Redentore. Scelta probabilmente determinata dall’intonazione cromatica del dipinto nel suo insieme, poiché nella consuetudine pittorica il vessillo della Resurrezione ha la croce rossa su fondo bianco.
Maria Santissima di Capo d’Orlando, in gloria di angeli, fulgente di luce sovrasta la scena. Su richiesta del committente devoto, ritratto a destra in basso, i Santi Cono da Naso, in estasi con le insegne degli abati, e Antonio da Padova con il giglio della purezza verginale, sono immagine della moltitudine innumerevole di coloro che credono, senza aver visto o toccato.

Gesù e Tommaso di Giuseppe Tomasi, Naso

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