Suggestivo e dalla solennità barocca, è uno degli elementi artistici da osservare nella chiesa sui Nebrodi
Naso e i suoi tesori. Dal professore Antonino Pirrone riceviamo e pubblichiamo.
Tra le opere d’arte custodite nella Chiesa di San Cono Abate, a Naso, non potrà sfuggire al visitatore il settecentesco crocifisso ligneo, di autore ignoto, posto sull’altare di sinistra del presbiterio, di fronte all’altare che custodisce il Busto processionale del Santo.
Immediatamente suggestivo, nella sua solennità barocca, elegante nelle proporzioni anatomiche, composto nella rappresentazione del dolore, con la croce di legno scuro, impreziosita da una cornice in rilievo d’argento dorato, risalta sul fondo bianco dell’intonaco della cappella, ricavata idealmente nella parete nord della Chiesa, disposta con l’abside ad est, secondo i modelli delle cattedrali romaniche.
Ai piedi della Croce due angeli, in stucco bianco, uno in preghiera e l’altro che offre al Signore Gesù un globo crucigero, simbolo di sovranità universale. Sono dieci i piccoli angeli in volo, che ruotano attorno al Santo Volto, possibile richiamo alla Crocifissione della Cappella degli Scrovegni di Giotto; alcuni tengono in mano gli strumenti della Passione, uno raccoglie in un calice il Sangue del Redentore e due sembra vogliano sostenere delicatamente la Croce.
Un undicesimo indugia al di sopra del fregio con l’iscrizione “I.N.R.I”. Un doppio arco, sostenuto da doppie lesene, con indiscutibile effetto scenografico, incornicia la rappresentazione.
