Il magistrato coinvolto nell'indagine romana lascia l'incarico di presidente del Collegio dei revisori contabili
Tommaso Miele si è dimesso dall’incarico di presidente del Collegio dei revisori dei conti del Csm. Il magistrato 70enne coinvolto nell’indagine su casi di presunta corruzione intorno al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina ha lasciato l’incarico stando a fonti dello stesso Csm.
Miele, perché si è dimesso
Miele, riportano Repubblica e Corriere della Sera, aveva assunto l’incarico per il quadriennio 2025-2028 a titolo gratuito. Da marzo del 2026 il plenum aveva invece deliberato un compenso lordo di 27mila euro l’anno. Il magistrato in quiescenza è sospettato dalla Procura di Roma di aver agito insieme all’ex componente del Cda della Stretto spa Giacomo Saccomanno e all’imprenditore Vincenzo Virgiglio per orientare il giudizio della magistratura contabile sul progetto.
Le accuse
Corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione attiva da parte di pubblico ufficiale e rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio, i reati ipotizzati dal procuratore aggiunto di Roma Giuseppe De Falco che, insieme ai carabinieri del Ros, sta vagliando i dati emersi dai cellulari, i pc e gli altri documenti sequestrati a casa degli indagati.


Ma come “a titolo gratuito per 4 anni” e le danno 27.000 euro l’anno? Ma per favore………