Avrebbero tentato di influenzare il giudizio della Corte dei conti
La Procura di Roma ha avviato un’indagine che ipotizza i reati di corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio in relazione al progetto per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina. L’attività investigativa, delegata ai carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale (Ros), ha portato all’esecuzione di decreti di perquisizione nei confronti di tre persone: un ex presidente aggiunto della Corte dei conti (in pensione da febbraio 2026), un avvocato che ha ricoperto il ruolo di consigliere di amministrazione nella società “Stretto di Messina Spa” e un imprenditore.
Le accuse: tentativi di condizionare la Corte dei Conti
Secondo quanto comunicato dall’ufficio giudiziario, l’indagine mira a ricostruire le azioni messe in atto dai tre indagati per influenzare il giudizio di legittimità della Corte dei Conti sull’approvazione del progetto definitivo dell’opera.
Il quadro accusatorio sostiene che l’avvocato e l’imprenditore avrebbero cercato di convincere il giudice contabile a favorire gli interessi della “Stretto di Messina Spa”. In cambio, gli avrebbero prospettato un sostegno per ottenere incarichi di rilievo in enti di diritto pubblico una volta terminata la sua carriera in magistratura. Inoltre, i due avrebbero cercato contatti con altri magistrati ritenuti influenti per gli interessi del gruppo e avrebbero diffuso a soggetti estranei notizie riservate ottenute dal giudice indagato.
Il ruolo del magistrato contabile
Il magistrato, dal canto suo, avrebbe offerto informazioni costanti sull’iter procedurale della Corte dei Conti, svelando dettagli riservati riguardanti gli orientamenti dei colleghi e lo svolgimento dell’adunanza plenaria in Camera di Consiglio.
Secondo l’ipotesi investigativa, il magistrato avrebbe preso visione di una decisione sfavorevole del 29 ottobre 2025, offrendosi di redigere una memoria a sostegno della “Stretto di Messina Spa” da consegnare al commercialista della società. Come contropartita per tale disponibilità, il magistrato avrebbe espresso l’interesse a ricoprire la carica di presidente dell’Antitrust o di una società a partecipazione pubblica.
Le operazioni dei carabinieri
Le attività di perquisizione si sono svolte a Roma, nelle province di Reggio Calabria e di Frosinone. Durante i controlli, sono stati sequestrati diversi documenti e dispositivi elettronici, che saranno ora oggetto di analisi approfondite per verificare la loro valenza probatoria rispetto alle accuse contestate.
I tre indagati
Gli indagati sono Tommaso Miele (70 anni), ex presidente aggiunto dalla Corte di Conti; l’avvocato Giacomo Francesco Saccomanno (71), già consigliere di amministrazione della “Stretto di Messina Spa” e l’imprenditore 65enne Vincenzo Virgiglio di Reggio Calabria.

