Caso Nemo Sud, archiviato il livello politico dell'inchiesta

Caso Nemo Sud, archiviato il livello politico dell’inchiesta

Alessandra Serio

Caso Nemo Sud, archiviato il livello politico dell’inchiesta

mercoledì 17 Giugno 2026 - 16:45

Capitolo chiuso per ex assessore e manager regionali, tutti i nomi

Messina – Adesso è ufficiale: sono state archiviate le ipotesi di reato per il così detto livello politico del caso Nemo Sud, l’inchiesta dei Carabinieri sul centro per le malattie rare che operava al Policlinico in convenzione con la fondazione Aurora onlus.

Inchiesta sul Centro, capitolo chiuso per manager pubblici e assessori regionali

Il giudice per le indagini preliminari Ornella Pastore ha siglato il decreto di archiviazione per Giuseppe Laganga Senzio, ex direttore amministrativo del Policlinico, l’ex commissario straordinario Giuseppe PecoraroMario Giovanni Melazzini, ex presidente della fondazione Aurora onlus, Paolina Reitano, ex direttrice sanitaria del Policlinico, Marco Restuccia, direttore generale del Policlinico, l’ex assessore regionale alla Sanità Giovanna Volo. La Procura di Messina aveva spiccato nei loro confronti gli avvisi di garanzia che sono serviti ad ascoltarli, con le garanzie di difesa, per permettere agli inquirenti di approfondire e chiarire le vicende al centro dell’inchiesta, ed in particolare il capitolo legato all’accreditamento regionale del Centro gestito dai professori Giuseppe Vita e Alberto Fontana di Aurora onlus.

Caso Nemo Sud, per chi va avanti il procedimento

Per questi ultimi due, invece, va avanti il vaglio preliminare delle ipotesi di reato legata ad un solo episodio di corruzione. La prossima udienza davanti al Gup Salvatore Pugliese sarà celebrata l’8 luglio. Vita, direttore del centro al momento dello scoppio del caso, e Fontana sono difesi dagli avvocati Bonaventura Candido ed Elena Montalbano. Citata in giudizio la stessa Aurora Onlus.

L’indagine sul centro clinico

L’indagine, partita nel 2019 da una denuncia del professor Dattola e coordinata dal Pm Piero Vinci e dal vice procuratore aggiunto Rosa Raffa, era sfociata nei provvedimenti di interdizione e sequestro a maggio 2024. Dopo i primi interrogatori erano state revocate le sospensioni disposte in prima battuta mentre a ottobre successivo erano caduti anche i sequestri delle somme e dei beni. In difesa del Centro Nemo sud, quando fu rescissa la convenzione, erano scesi in strada pazienti e sindacati. I fari della magistratura si erano accesi su accreditamento del centro e convenzione col Policlinico, passaggi sui quali la Procura aveva ravvisato diverse criticità.

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