La corsa dei soccorritori alla ricerca di chi risulta ancora disperso, tra loro la famiglia Leone, che abitava ai piani alti.
Messina – E’ corsa contro il tempo a Pistunina, dove il crollo della palazzina rischia di avere un bilancio drammatico. I soccorritori sono a lavoro per mettere in sicurezza quel che resta dell’edificio ed estrarre quelli che potrebbero essere ancora sotto le macerie.
Tra i dispersi c’è la famiglia Leone, proprietaria degli appartamenti ai piani alti. Adesso i soccorritori cercano tra le macerie i 4 componenti della famiglia, 2 uomini e 2 donne, e una persona che prestava servizio da loro. Dietro le transenne, la sorella del proprietario in lacrime, che parla con i soccorritori. Il loro telefono squillava fino ad almeno 20 minuti dopo il crollo. Poi il silenzio. Adesso le loro speranze sono appese ad un filo.
Palazzina crollata, soccorritori a lavoro. I feriti
Sul posto, insieme ai Vigili del Fuoco, ci sono diversi mezzi del 118, il personale della Protezione civile comunale, la Polizia Municipale per tenere la Ss 114 libera dal traffico e favorire i soccorsi, e le forze dell’Ordine. In campo anche le unità cinofile e i droni. Tre intanto i feriti ricoverati al Policlinico, soltanto uno di loro è in codice rosso. L’ospedale ha attivato il piano di emergenza interno per far fronte al massiccio afflusso di feriti, così come l’ospedale Piemonte dove sono arrivati altri feriti. Richiamato tutto il personale di servizio al Pronto soccorso.
Tragedia in zona sud, le ipotesi sulle cause
In corso di accertamento le cause: tra i feriti più gravi ci sono gli operai di una ditta a lavoro al piano terra e proprio durante i lavori sarebbe accaduto qualcosa che potrebbe essere alla base della tragedia. Si ipotizza l’esplosione di un tubo del gas durante le operazioni ma al momento si tratta solo di una ipotesi.
I primi soccorsi, il racconto drammatico
Una densa colonna di fumo, poi le immagini drammatiche oltre il cancello che si apre sulla Ss 114: una palazzina è crollata poco prima delle 16 di oggi pomeriggio, un grosso edificio dove erano in corso lavori di ristrutturazione al piano terra e che ospita edifici commerciali e appartamenti privati. La palazzina, nota come ex Leone, secondo i testimoni sarebbe crollata non immediatamente, questo probabilmente ha aiutato alcune delle persone presenti a mettersi in salvo.
Le urla, la nube di polvere, le macerie
La scena che si è presentata ai primi soccorritori è straziante: la palazzina sventrata dall’ultimo piano al piano semi interrato, polvere, macerie, merce e i resti di una vita che fino ad un secondo prima scorreva tranquilla: cassieri a lavoro, una famiglia nel proprio appartamento. Alcuni feriti che cercano di rialzarsi, un altro non ci riesce e si siede a terra in attesa dei soccorsi. Qualcuno urla i nomi dei propri cari, li cerca con gli occhi sotto le macerie, chiede aiuto per sé e per loro. “Facci capire dove potrebbero essere”, chiedono le prime persone arrivate. Ma penetrare in quel che resta dell’edificio è impossibile.

