Confisca di tre immobili da 485mila euro ad avvocato condannato per corruzione

Confisca di tre immobili da 485mila euro ad avvocato condannato per corruzione

Redazione

Confisca di tre immobili da 485mila euro ad avvocato condannato per corruzione

martedì 04 Agosto 2026 - 08:22

Esecuzione dell'ordine di confisca da parte della Gdf. Laface aveva avuto incarichi di riscossione crediti dal Comune di Taormina e si era appropriato di oltre 924.000 euro con la complicità di un dirigente

MESSINA – Un avvocato condannato per corruzione e peculato, con confisca di beni. Gli incarichi dal Comune di Taormina e la complicità di un alto dirigente al centro delle indagini. Nei giorni scorsi i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina hanno dato esecuzione a un ordine di confisca relativo a tre proprietà immobiliari per un valore superiore a 485.000 euro.

Si tratta dell‘avvocato Francesco Laface (nella foto in basso), al centro dell’operazione denominata Acquewin.

laface francesco

Gli incarichi di recupero crediti e la confisca dei beni fino alla concorrenza di oltre 775.000 euro

Ordine di confisca emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Messina – Ufficio Esecuzioni Penali, nei confronti dell’avvocato. Il legale ha avuto, dal 1993 al 2018, incarichi, per il Comune di Taormina, di recupero crediti nei riguardi degli utenti morosi con il servizio idrico. In tale contesto, l’avvocato è stato condannato alla pena di 4 anni di reclusione per i reati di peculato e corruzione, con confisca dei beni fino alla concorrenza di oltre 775.000 euro, quale profitto del reato di peculato e fino alla concorrenza di oltre 25.000, quale utilità data ad un pubblico ufficiale in relazione al reato di corruzione.

Le indagini della Gdf sui tre immobili e la destinazione a Bed and Breakfast, incamerati quasi 700mila euro

Nel corso degli anni, l’avvocato è stato condannato nel 2020, dal Tribunale di Messina, la cui sentenza è stata confermata sia dalla Corte di Appello di Messina nel 2021, anche quanto alla confisca, sia, nel 2023, dalla Suprema Corte di Cassazione. In tale contesto, l’Ufficio Esecuzioni Penali della Corte d’Appello di Messina ha disposto la confisca dei tre beni immobili nella disponibilità del soggetto, per un valore pari a 486.000 euro, oltre a 210.000 euro già incassati dall’Erario relativamente a saldi di conti correnti nella disponibilità della parte.

“Tali ricchezze, già sottoposte a sequestro preventivo nel 2019, sono state individuate mediante accertamenti patrimoniali condotti dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Taormina, facendo riferimento alle attuali quotazioni di mercato nonché alle varie pubblicità su piattaforme di prenotazione di strutture ricettive, ove emergeva la destinazione a Bed and Breakfast di una delle abitazioni per gli avventori in arrivo nella località turistica. Le attività hanno quindi permesso allo Stato di incamerare beni e disponibilità finanziarie per un valore complessivo pari a quasi 700.000 euro”, evidenziano i finanzieri.

Il legale si era appropriato di oltre 924.000 euro con la complicità di un dirigente del Comune di Taormina

I reati riguardano il periodo da incaricato del pubblico servizio di riscossione delle somme dovute all’ente locale per il servizio di fornitura dell’acqua: il soggetto si era appropriato di oltre 924.000 euro, quale somma non versata nelle casse comunali, avendone ottenuto disponibilità in ragione dell’ufficio espletato. Scrivono i finanzieri: “Il modus operandi del soggetto condannato, consistito anche nell’emettere false fatture per prestazioni professionali mai eseguite e nell’omessa consegna al Comune dei prospetti riepilogativi delle somme riscosse dagli utenti morosi, è stato agevolato dalla condotta di un soggetto che, rivestendo una posizione apicale all’interno dell’organigramma comunale e dietro il pagamento di denaro e altre utilità, compiva atti contrari ai propri doveri, omettendo i dovuti controlli sull’attività di riscossione e versamento e sollecitando i cittadini morosi a rivolgersi direttamente all’avvocato al fine di evitare il distacco delle utenze”.

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