Rifiuti a Reggio Calabria: Cannizzaro schiera droni e telecamere. Differenziata al palo

Rifiuti a Reggio Calabria: Cannizzaro schiera droni e telecamere. Differenziata al palo

Redazione

Rifiuti a Reggio Calabria: Cannizzaro schiera droni e telecamere. Differenziata al palo

mercoledì 05 Agosto 2026 - 09:06

Reggio Calabria tra microdiscariche e differenziata in caduta libera: la giunta Cannizzaro vara 50 telecamere e droni contro gli abbandoni illeciti

Reggio Calabria torna a fare i conti con la sua ferita più antica, quella dei rifiuti abbandonati per strada, delle microdiscariche che spuntano ai margini della città e di una raccolta differenziata che, anziché crescere, arretra di anno in anno. Ad accendere i riflettori sul tema è il neosindaco Francesco Cannizzaro, che nelle ultime settimane ha scelto i social per lanciare un messaggio netto ai cittadini indisciplinati: tolleranza zero.

La delibera su telecamere e droni

La giunta comunale ha approvato un provvedimento che autorizza l’installazione di cinquanta telecamere di videosorveglianza distribuite in tutto il comprensorio, da Catona a Bocale, con l’obiettivo dichiarato di contrastare il conferimento illecito di rifiuti ordinari e ingombranti nei punti della città meno visibili. Pochi giorni dopo il primo annuncio, il sindaco ha rilanciato la misura mostrando sulla sua pagina social anche le modalità di utilizzo dei droni, che affiancheranno i controlli sul territorio e l’attività della Polizia locale. Il focus delle verifiche si concentrerà in particolare sulle zone che negli ultimi anni si sono trasformate in vere e proprie discariche a cielo aperto.

Non è una caccia al cittadino

Cannizzaro ha tenuto a precisare la natura del provvedimento: non si tratta di una caccia al cittadino, ma di un’azione mirata contro i trasgressori che continuano a conferire rifiuti in maniera assolutamente illecita. Allo stesso tempo il primo cittadino ha riconosciuto le criticità del servizio ordinario, ammettendo che esistono ancora aree della città dove la raccolta non funziona bene, avviene a singhiozzo o non viene effettuata affatto, e attribuendo la situazione a una gestione ereditata definita “drammatica”. L’amministrazione ha annunciato una conferenza stampa dedicata a un piano organico di intervento per l’igiene urbana, mentre prosegue l’operazione “Piazza Pulita” con agenti in borghese e l’inasprimento delle sanzioni pecuniarie.

Discariche vere e microdiscariche diffuse

Sul territorio reggino non esistono discariche comunali autorizzate all’interno del perimetro cittadino, ma il fenomeno delle discariche abusive resta una piaga strutturale. Le forze dell’ordine hanno più volte sequestrato aree trasformate in siti di smaltimento illegale: basti pensare al sequestro lungo l’argine del torrente Calopinace, dove su un’estensione di circa 1.500 metri e una superficie complessiva di 15.000 metri quadrati erano stati smaltiti illecitamente rifiuti pericolosi come l’eternit, rifiuti speciali da demolizioni e rifiuti urbani. A questo si aggiunge, secondo quanto denunciato dalla stessa amministrazione comunale nell’estate 2026, un aumento delle microdiscariche di quartiere, in particolare in periferia, parallelo al peggioramento del servizio di raccolta.

Una differenziata che non decolla

Il dato più impietoso riguarda proprio la raccolta differenziata, che a Reggio Calabria segue una parabola discendente ormai da anni. Il dato ufficiale certificato per il 2024 si è fermato al 37,67%, in netto calo rispetto al 42% del 2023 e lontanissimo dal record del 47% raggiunto nel 2019. Nella primavera del 2025 l’amministrazione allora guidata da Falcomatà aveva fissato un obiettivo ambizioso, portare la differenziata al 65% entro il 2026 attraverso un sistema misto di raccolta, il ritorno dei cassonetti intelligenti, il potenziamento dello spazzamento meccanico e campagne di sensibilizzazione nelle scuole. A distanza di mesi, però, le stime dell’Autorità unica di acqua e rifiuti indicano un trend opposto: dal 40% la percentuale è scesa a un valore oscillante tra il 35 e il 37%, mentre un ulteriore aggiornamento del giugno 2026 fotografa un crollo dal 42% al 32%, con ricadute dirette sui costi di smaltimento e sulla Tari.

Le criticità della differenziata

Le cause di questa involuzione sono molteplici e si intrecciano tra loro. Il passaggio al porta a porta, più volte annunciato e mai completato in modo omogeneo, ha lasciato intere zone scoperte; i nuovi cassonetti destinati alle isole ecologiche sono rimasti per anni inutilizzati, come quelli abbandonati nel piazzale di Pellaro lungo la statale 106.

Scarso senso civico

A pesare, secondo gli osservatori, è anche il debole senso civico: come ha sottolineato il vicesindaco Brunetti nella fase precedente, se buona parte dei cittadini smaltisce ancora tutto nell’indifferenziato, gli sforzi impiantistici e organizzativi rischiano di restare vanificati. Il dossier Comuni Ricicloni Calabria di Legambiente conferma il divario: nella provincia di Reggio Calabria solo tre Comuni rientrano tra i “rifiuti free”, contro i trentadue della provincia di Cosenza, segno di uno squilibrio territoriale che penalizza proprio l’area metropolitana più popolosa della regione.

In questo quadro, l’installazione di telecamere e droni rappresenta per l’amministrazione Cannizzaro una risposta immediata al fenomeno degli abbandoni selvaggi, ma resta uno strumento repressivo che difficilmente potrà da solo invertire la tendenza sulla differenziata. Il vero banco di prova, come la stessa giunta ha anticipato, sarà il piano organico di intervento sull’igiene urbana che l’amministrazione si è impegnata a presentare nelle prossime settimane.

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