Messina, c'è un nuovo indagato per il crollo a Pistunina

Messina, c’è un nuovo indagato per il crollo a Pistunina

Marco Olivieri

Messina, c’è un nuovo indagato per il crollo a Pistunina

lunedì 21 Settembre 2026 - 14:19

Si tratta della quinta persona iscritta nel registro degli indagati per il cedimento della palazzina. Dissequestro delle macerie al parcheggio rosso

MESSINA – Nuovo indagato per il crollo della palazzina a Pistunina. Si tratta dell’ingegnere che firmò il collaudo dello stabile nel 2007: il 58enne Roberto Campagna. Nel frattempo, la Procura della Repubblica di Messina ha deciso, con un decreto, il dissequestro delle macerie accumulate al parcheggio rosso di San Filippo, una volta terminato il lavoro dei consulenti nominati dalle pubbliche ministere Anita Siliotti e Antonietta Ardizzone.

Una settimana fa la notizia del quarto indagato: l’ingegnere Francesco Colonna, oggi 91enne, che si è occupato del collaudo della struttura, completato nel 1992. L’inizio dell’edificio risale al 1989, la cui progettazione fu affidata all’ingegnere Carmelo Leone, anche lui indagato, mentre nel 1996 il palazzo è stato sottoposto a un secondo intervento di ampliamento.

Le condizioni del palazzo prima del crollo nel racconto degli indagati

Come abbiamo già evidenziato, a fare una prima ricognizione di quel che era lo stato dell’arte di una parte dell’edificio sono stati, in sede di interrogatorio, gli indagati Alessandro Panarello e Pasquale D’Alì, i primi indagati dopo la tragedia insieme al progettista del palazzo, l’ingegnere Carmelo Leone. L’imprenditore del settore carni aveva acquistato il piano strada per riaprirlo al pubblico. Anni prima c’era stato un punto vendita di un altro grosso gruppo imprenditoriale del messinese. Entrambi hanno raccontato di aver notato delle piastrelle saltate in corrispondenza di alcuni pilastri. E un pilastro è stato trovato scoperto di cemento e intonaco, dopo la rimozione di un pannello a copertura. D’Alì ha precisato di avere fatto nel 2022 interventi su alcuni pilastri del piano seminterrato che presentavano parti ammalorate e ferri arrugginiti. Nel suo racconto compaiono anche riferimenti a un pavimento rialzato e a indicazioni ricevute sull’intervento da eseguire, nonché interventi di rimozione della pavimentazione.

I superperiti per analizzare le cause del crollo a Pistunina

Per approfondire le cause del cedimento dello stabile di via Giorgio La Pira, nella zona sud di Messina, hanno avuto l’incarico come consulenti tecnici l’ingegnere e professore Andrea Prota e agli ingegneri Antimo Fiorillo e Rodolfo Urbani.

l professore e ingegnere Prota è presidente dell’Ordine degli ingegneri della Campania, ordinario di Tecnica delle costruzioni all’università Federico II di Napoli, autore di oltre 600 articoli scientifici e ha fatto parte di gruppi di lavoro nel campo delle emergenze post sisma.

Antimo Fiorillo è un ingegnere strutturista, anche lui proveniente dall’università Federico II di Napoli. Sia Prota, sia Fiorillo si sono pure occupati, come periti, del crollo del tetto dell’auditorium “Nicola Calipari” a Reggio Calabria. Al pari sempre di Prota, che coordinava la struttura, Fiorillo ha collaborato con il Consorzio Reluis per “attività di sperimentazione mirata alla definizione delle procedure di analisi delle attività di riparazione degli edifici a seguito del terremoto dell’Aquila”.

Sei le vittime del ceidmento

 Sono sei le vittime del cedimento del 30 luglio a Messina: i fratelli Carmelo (proprietario dell’immobile), Rosa e Sara Leone e Santino Magazzù, marito di Rosa; Alessandra Frazzica, dipendente di un negozio cinese all’interno della struttura, e Lairu Warnakulasuriya, domestico della famiglia Leone. Di quest’ultimo non è stato trovato il corpo.

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