Caso firme, Basile parla di "intimidazioni e lobby". Scurria e Capurro chiedono chiarezza

Caso firme, Basile parla di “intimidazioni e lobby”. Scurria e Capurro chiedono chiarezza

Marco Ipsale

Caso firme, Basile parla di “intimidazioni e lobby”. Scurria e Capurro chiedono chiarezza

giovedì 20 Agosto 2026 - 11:16

I due consiglieri chiedono al sindaco di spiegare a chi si riferisca o di denunciare i fatti alla Magistratura

Scoppia il caso politico a Messina dopo la pubblicazione della notizia sul parere legale espresso dall’Ufficio legislativo della Regione Siciliana relativo alla raccolta firme per le liste del movimento “Sud chiama Nord”. Il caso riguarda l’ipotesi di un ritorno alle urne e ha innescato la reazione del primo cittadino, Federico Basile.

Il sindaco ha rivendicato la bontà dell’operato dell’amministrazione, sostenendo che il consenso dei cittadini resta chiaro: “Forse il nostro leader Cateno De Luca sta ‘spaventando’ troppe lobby e troppi vecchi santuari della politica regionale e nazionale. Andiamo avanti come abbiamo sempre fatto senza farci intimidire” – ha detto.

Le richieste dei consiglieri

Le parole del sindaco hanno spinto i consiglieri comunali del gruppo “Marcello Scurria”, cioè lo stesso Scurria insieme a Pippo Capurro, a presentare un’interrogazione a risposta immediata al presidente del Consiglio comunale e allo stesso primo cittadino. I consiglieri sottolineano come “l’intimidazione a corpo politico costituisce reato anche se rivolta a un singolo esponente, come il sindaco; le affermazioni appaiono comunque lesive della dignità delle istituzioni comunali; tale comunicazione, ove non comprovata, rischia di generare grave disinformazione, allarme ingiustificato o danno d’immagine all’Ente che il sindaco rappresenta».

Attraverso il documento, i firmatari interrogano il sindaco per sapere “a quali intimidazioni fa riferimento e se non ritenga di dover spiegare quale comportamento, da parte di chi e in quale circostanza abbia costituito intimidazione”. Nel testo si chiede inoltre “se non ritenga, come prevede la legge, dover rivolgersi all’Autorità giudiziaria per denunciare le asserite intimidazioni che potrebbero condizionare la sua attività istituzionale” o se, al contrario, non valuti “doveroso rettificare pubblicamente quanto espresso per tutelare l’onorabilità del Comune”.

2 commenti

  1. Oggi DOCUMENTO segreto non è più tale. Sappiamo almeno cosa diceva. Adesso resta un mistero molto più difficile da decifrare: perché, davanti a un rischio tanto evidente, nessuno abbia avuto l’umiltà di scegliere la strada più semplice e più sicura. Povera Messina, verrebbe ancora da dire. Ma soprattutto ingenui noi messinesi, se dopo tutto questo continueremo a confondere la forza con l’arroganza, la propaganda con la verità e una vittoria elettorale con il diritto di considerare le regole un dettaglio. La domanda, allora, è sempre la stessa. Ci sveglieremo finalmente?

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  2. SCURRIA E CAPURRU vonnu pigghiari n’autra scoppula, e secondo me potrebbe essere piu grossa..non sono un fans BasilDeLuca , anzi……………

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