Sul caso della bambina morta a Palermo interviene l'infettivologo. Nel Messinese 543 bambini non vaccinati
SICILIA – Caso difterite. Ecco il parere dell’infettivologo Matteo Bassetti: “Credo che, alla luce della situazione delle coperture vaccinali in Sicilia, sarebbe ragionevole valutare un breve rinvio dell’inizio delle lezioni, almeno nelle scuole primarie, per consentire alle autorità sanitarie di verificare puntualmente lo stato vaccinale degli iscritti e, dove necessario, completare i percorsi di recupero. Non si tratta di una posizione “contro” qualcuno, ma di una questione di sanità pubblica e prevenzione. La vaccinazione contro la difterite è obbligatoria in Italia e il ministero della Salute indica proprio l’ingresso nella scuola primaria come momento importante per il richiamo contro difterite, tetano, pertosse e poliomielite. Per questo sarebbe importante verificare persona per persona la reale somministrazione dei vaccini previsti, non limitandosi a dati aggregati o autocertificazioni, e attivare rapidamente i recuperi necessari”.
543 i bambini non vaccinati tra Messina e provincia
“Nel 2026, in un Paese con un sistema sanitario evoluto, anche un solo nuovo caso di difterite dovrebbe essere considerato un evento da prevenire con la massima determinazione, non qualcosa a cui rassegnarsi. Prima di riaprire le aule, bisognerebbe fare tutto ciò che è possibile per renderle sicure”, insiste Bassetti sui suoi social. A Messina l’Asp è in azione per fare tutte le verifiche necessarie e risultano 543, tra Messina e provincia, su 3.575, i bambini non vaccinati contro la difterite. Il 22 per cento mancano all’appello e il 78 per cento è coperto sul piano vaccinale.
Nel frattempo, i genitori della piccola Anna Rosa, indagati per omicidio colposo dalla Procura di Palermo, hanno denunciato, con un esposto, tre ospedali di Palermo (“cure inadeguate e interventi chirurgici invasivi”). Questo il commento di Bassetti: “La difterite è una malattia molto difficile da diagnosticare e anche iniziando antibiotici e siero contro la tossina la morte può sopravvenire ugualmente. Unico strumento per salvare la bambina? Il vaccino da farsi tre anni prima”.
L’intervento della Regione siciliana per aumentare le vaccinazioni pediatriche
Da parte sua, la Regione siciliana ha costituito una task force che avrà il compito di monitorare eventuali casi di difterite e di proporre interventi non solo per limitare la circolazione del batterio sul territorio regionale ma anche per aumentare la diffusione delle vaccinazioni pediatriche in generale. A istituire il gruppo di lavoro è stato l’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso, con un decreto che ha firmato questo pomeriggio. L’iniziativa arriva a pochi giorni dalla morte di una bambina di quattro anni proprio per sospetta difterite.
Il gruppo di lavoro sarà presieduto dal dirigente generale del Dasoe, Giacomo Scalzo, e sarà composto dal direttore della Clinica pediatrica dell’ospedale “Di Cristina”, Giovanni Corsello; dal direttore del reparto Malattie infettive del Policlinico di Palermo, Antonio Cascio; dal professore ordinario di Igiene e medicina preventiva presso l’Università di Palermo, Walter Mazzucco; dal presidente dell’ordine dei Medici di Palermo, Salvatore Amato; dalla pediatra esperta in vaccinazioni, Milena Lo Giudice; dall’esperto in Epidemiologia e igiene pubblica, Salvatore Sammarco e, con funzioni di segreteria, da Vincenza Piazza del Dasoe.
“Gli episodi recenti – dice il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani – ci impongono di intervenire in maniera ancora più mirata e tempestiva per salvaguardare la salute dei nostri bambini. Le istituzioni hanno il dovere di fare tutto ciò che è possibile per tutelarli. Per questo, abbiamo voluto coinvolgere esperti del settore, con l’obiettivo di rafforzare le strategie regionali di prevenzione e aumentare le coperture vaccinali”.

