Una coinvolgente perfomance in scena a Tindari con un cast di valore al femminile e la produzione di Nutrimenti Terrestri
TINDARI – Presso il Gymnasium tindaritano per Tindari Off il 25 agosto in prima nazionale e al Monte di Pietà messinese per il Festival delle Arti e del Pensiero il 27 agosto è andata in scena la coinvolgente performance, scritta e diretta dall’artista a tutto tondo, sceneggiatrice e regista altresì di documentari, corti e lungometraggi, Anne Ritta Ciccone, ove al recitato si sono riconnesse importanti tracce multimediali. “Nel nome della madre e della figlia” ha indagato fra le pieghe del mito … di deità femminili, nella specie, Proserpina, Atena, Artemide, Afrodite e l’umana, Psiche. Una nuova produzione di Maurizio Puglisi per Nutrimenti Terrestri, un atto unico con cinque monologhi resi da un parterre femminile attoriale assai valente, da Arianna Ninchi a Rita Abela, che si sono alternate nella resa delle quattro dee, a Giulia De Luca, che ha impersonato Psiche.
La storia maschile ha divorato quella femminile e necessita riappropriarsene
I costumi perfettamente studiati sono stati di Cinzia Preitano, le sonorità e il sound design di D – Kai, che hanno contribuito appieno a restituire una esperienza multisensoriale,completata da significanti oggetti scenici tematici.
Un percorso che ha puntato al cuore degli archetipi femminili, fuori dagli stereotipi e dicotomie intorno alla donna e che ha saputo scandagliare, passando attraverso teorie junghiane, come in particolare quelle trattate nei testi di Jean S. Bolen, ripresi dalla Ciccone nell’avvincente drammaturgia, da cui traspare anche l’amore per i classici e il realismo magico. Le origini del femminile, pregno di densità e assai interessante, non scontato e contaminato da millenni di pregiudizi, sono state passate in rassegna a mezzo esplorazione di esemplari che hanno rimandato a tipologie complesse e ben definite come talune fra le più note divinita’ femminili e una donna, che è riuscita a districarsi nel difficile impatto con una sfera altra, ha combattuto e acquisito consapevolezza del sé. Una prova, anche interpretativa, superba, così come l’uso davvero sapiente delle luci di scena.
Come detto, le videoproiezioni hanno costituito l’ossatura della rappresentazione,combinandosi in guisa ragionata con la parte drammatizzata, sempre in una diversa articolazione, mai improvvisata, ma ben pensata e calibrata. Nel corso delle prove, durante l’allestimento e la tournee della mise en scène,sono state e saranno effettuate riprese,per essere inserite nel realizzando documentario “In viaggio con le Dee”, con la regia della Ciccone stessa, che sarà centrato proprio sull’archetipo femminile, tracciandone le progressive, ma non costanti evoluzioni fin nella contemporaneità, ancora purtroppo segnata da momenti involutivi.

