L'iniziativa per l'accesso alla Sala Studio del 26 settembre riaccende lo scontro. La replica dell'Ente: «Patrimonio al sicuro fuori provincia, lavoriamo per riportarlo a Messina»
MESSINA – L’annuncio di una giornata di fruizione straordinaria si trasforma in terreno di scontro sulla gestione del patrimonio storico e documentario della città. L’Archivio di Stato di Messina ha promosso un’apertura straordinaria della propria Sala Studio per la giornata di sabato 26 settembre 2026, dalle ore 9 alle 13, offrendo a studiosi e cittadini la possibilità di consultare il materiale archivistico previo tesseramento e prenotazione obbligatoria entro il 16 settembre.
L’iniziativa, pensata per consentire la ricerca anche nel fine settimana, ha però scatenato perplessità e polemiche sui canali social dell’istituto da parte di utenti e ricercatori, spingendo la direzione dell’Ente a intervenire pubblicamente con una precisazione.
L’evento e le modalità di accesso alla Sala Studio
L’appuntamento di via Dogali nasce con l’intento di «dedicarsi alla ricerca e alla consultazione delle fonti della nostra storia». Come specificato dall’Ente, per accedere ai locali della Sala Studio sarà necessario inviare una richiesta d’ordine dettagliata via e-mail (all’indirizzo as-me.salastudio@cultura.gov.it), specificando l’oggetto della ricerca e i volumi da visionare attingendo dall’elenco dei fondi disponibile sul sito istituzionale, così da permettere al personale di predisporre la documentazione in tempo.
La protesta degli utenti e la replica ufficiale
La pubblicazione dell’avviso ha riacceso i riflettori sul trasferimento dei documenti a Riposto, generando diversi commenti critici da parte dei cittadini sulla disponibilità reale e sulla collocazione dei volumi.
Di fronte alle contestazioni, l’Archivio di Stato di Messina ha risposto con una nota di chiarimento: «Comprendiamo bene le vostre perplessità e le preoccupazioni in merito al patrimonio documentario della nostra città, perché l’Archivio è innanzitutto l’insieme dei documenti che custodisce ed è la storia del nostro territorio. Purtroppo però in questo momento non è stata ancora individuata una sede in città idonea ad accogliere nuovamente il patrimonio documentario, e i documenti sono pertanto conservati in condizioni di sicurezza presso un deposito appositamente destinato alla loro tutela, nel territorio catanese, in attesa di poterli presto riportare nella nostra amata città, in uno spazio adeguato e consono alla loro importanza».
«Lavoriamo per mantenere vivo il legame con la città»
Nel difendere le attività di valorizzazione promosse nonostante le criticità logistiche, la direzione ha ribadito lo sforzo profuso dal personale in questa fase di transizione. «Nel frattempo – conclude la replica dell’istituto –, noi ce la stiamo mettendo tutta per mantenere vivo il rapporto con la città e per creare, con le risorse e gli strumenti che abbiamo a disposizione, occasioni di conoscenza, partecipazione e interesse intorno al patrimonio dell’Archivio. Speriamo di poter contare sempre sul vostro sostegno e, soprattutto, di potervi presto accogliere nuovamente nella nostra sede».

