Il 25 e 26 ottobre si vota per il Consiglio superiore della magistratura. La sostituta procuratrice e il giudice civile sono in corsa
Il 25 e 26 ottobre si vota per il Consiglio superiore della magistratura. La sostituta procuratrice Giorgia Spiri, della Procura della Repubblica di Messina, e il giudice civile del Tribunale di Messina Ugo Scavuzzo sono in corsa e a votare sono i magistrati.
Giorgia Spiri è candidata indipendente estratta per la quota di genere – collegio requirente nr. 2.
Ugo Scavuzzo è candidato per la corrente di Magistratura Indipendente – collegio giudicante nr. 4.
“Per un rinnovamento culturale della magistratura”
Così la sostituta procuratrice Spiri sulle sue pagine Facebook e Instagram: “La partecipazione al comitato “Giusto dire No” per il referendum mi ha fatto comprendere l’importanza dell’impegno individuale con i cittadini anche all’interno della nostra categoria. Non è sufficiente operare con dedizione per essere dei buoni magistrati. Occorre spendersi per un rinnovamento culturale, affinché si trasmetta anche all’esterno l’immagine della magistratura in cui crediamo”.
Come funziona l’elezione dei membri togati
Ecco come funziona l’elezione dei membri togati:
a) -legittimità – in un collegio unico nazionale, per due magistrati che esercitano le funzioni di legittimità presso la Corte suprema di cassazione e la Procura generale presso la stessa Corte;
b) – requirente– in due collegi territoriali, per cinque magistrati che esercitano le funzioni di pubblico ministero presso gli uffici di merito e presso la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo;
c) – giudicante – in quattro collegi territoriali, per otto magistrati che esercitano le funzioni di giudice presso gli uffici di merito, ovvero che sono destinati alla Corte suprema di Cassazione;
d) – giudicante– in un collegio unico nazionale per cinque magistrati che esercitano le funzioni di giudice presso gli uffici di merito, ovvero che sono destinati alla Corte suprema di Cassazione.
In ognuno dei collegi di cui alle lettere a), b) e c), deve essere espresso un numero minimo di sei candidature e ogni genere deve essere rappresentato in misura non inferiore alla metà dei candidati effettivi.
Quando le candidature ammesse sono in numero inferiore a sei oppure non è rispettato il rapporto tra i generi, l’ufficio elettorale centrale procede, in seduta pubblica, all’estrazione a sorte delle candidature mancanti tra tutti i magistrati che sono eleggibili.
Ciascun elettore può esprimere il proprio voto per 3 candidati: uno requirente, uno giudicante, uno di legittimità.
La commissione centrale elettorale dichiara eletti nei singoli collegi di cui alle lettere a), b) e c), i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti validamente espressi.
Rispetto al collegio giudicante di cui alla lettera d), la commissione centrale elettorale dichiara altresì eletti gli ulteriori cinque candidati individuati in applicazione dei criteri di legge.
Nel collegio requirente di cui alla lettere b), la commissione centrale elettorale dichiara altresì eletto l’ulteriore candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti tra i candidati dei due collegi.

