L'ingegnere Andrea Bonaccorso fa chiarezza sulla proposta delle tre piastre e analizza i vincoli normativi tra passati confronti e nuove direttive regionali
MESSINA – “Quando presentammo il progetto per il torrente Annunziata la normativa era labile e il divieto si fondava esclusivamente su una prescrizione del Decreto Legislativo 152/2006 (Testo Unico Ambiente) volta a preservare l’equilibrio ecologico, la capacità di autodepurazione del corso idrico e la biodiversità associata. È lapalissiano che ciò non ha attinenza con un corpo idrico già profondamente compromesso dal suo inalveamento in una struttura artificiale, qual è l’alveo del torrente Annunziata da contrada Ciaramita fino alla foce. Motivo per cui all’epoca insistemmo inizialmente sulla copertura integrale del torrente, avendo ormai perso le caratteristiche naturali di cui al Decreto legislativo 152/2006”.
Sulla complessa questione della viabilità del viale Annunziata e sui limiti alla copertura dell’alveo, interviene l’ingegnere Andrea Bonaccorso per precisare la genesi e l’evoluzione tecnica della sua proposta presentata negli anni scorsi. Bonaccorso, con l’associazione progetto Eden, aveva avanzato un’ipotesi di copertura parziale.
Il confronto con il Genio Civile e la soluzione delle tre piastre
L’idea progettuale ha subìto un’evoluzione proprio a seguito dei confronti con gli enti di controllo. “Sono state le diverse interlocuzioni con l’allora ingegnere capo del Genio Civile, Gaetano Sciacca, giustamente molto rigido sull’argomento, a portarmi a proporre una soluzione parziale sulla quale si aprirono spiragli da parte dello stesso Sciacca proprio durante un incontro svolto nel suo ufficio”, prosegue l’ingegnere. “La proposta scaturita non va pensata come lunghe porzioni di copertura, ma piuttosto come limitate piastre (150 metri circa ciascuna) assimilabili più a ponti dalla profondità più consistente, dunque non a vere e proprie opere di tombamento. All’epoca la proposta fu assimilata in un più vasto progetto redatto dagli uffici tecnici comunali (tecnico di riferimento ing. Bartolotta, ora in pensione). Mi risulta essere stato poi inviato a Palermo, ma non ne seppi più nulla”.
La direttiva del 2022 e l’ipotesi della deroga per la pubblica incolumità
Analizzando lo stato attuale delle regole regionali, Bonaccorso individua un possibile canale tecnico-giuridico: “Nel frattempo sono subentrate norme ancora più stringenti che vietano la tombatura dei torrenti: il riferimento va alle Direttive tecniche dell’Autorità di Bacino del Distretto Idrografico della Sicilia approvate con provvedimento numero 72 del 29 marzo 2022, ma che al punto 1.7 fissa una deroga per comprovate situazioni di pericolo e per garantire la tutela della pubblica incolumità. Si tratta di una previsione che, a mio avviso, potrebbe anche essere interpretata a favore di un intervento sul viale Annunziata, dove le frequenti paralisi del traffico creano effettivi problemi di sicurezza”.”.
“La normativa potrebbe aver registrato ulteriori evoluzioni o cavilli”, puntualizza in conclusione Bonaccorso. “Ma, se non fossero subentrati altri paletti, questa deroga meriterebbe un approfondimento da parte dei tecnici e degli uffici che seguono quotidianamente la materia. La risoluzione dei cronici problemi viabilistici del viale Annunziata e il blocco dell’unica corsia di marcia toccano da vicino la sicurezza e la pubblica incolumità: spero che lo spunto possa servire a chi ha le competenze aggiornate per riaprire un confronto, che sia sulla nostra vecchia proposta delle piastre o su altre soluzioni alternative”.

