Vincoli idraulici per la sicurezza del territorio e paralisi della viabilità. Servono la bretella Annunziata-Pace e la tangenziale nord
MESSINA – San Filippo, Zaera, Boccetta, Giostra e Annunziata. Tutti viali stradali realizzati su torrenti coperti, tutti viali di collegamento con la tangenziale, quasi tutti con due corsie per senso di marcia. Il quasi riguarda l’Annunziata, che invece di corsie per senso di marcia ne ha solo una, visto che il torrente è rimasto scoperto, con tutto ciò che ne consegue. Una strozzatura quotidiana che paralizza l’intera zona a nord della città, dove migliaia di veicoli si muovono ogni giorno tra case, attività commerciali, scuole e università.
La domanda che molti cittadini si pongono è semplice: perché non si procede a coprire anche l’Annunziata, pareggiando la sua viabilità a quella degli altri grandi viali messinesi? La risposta risiede in un muro normativo e idraulico oggi del tutto insuperabile.
Il blocco normativo e il divieto di tombamento
A differenza del passato, quando sono stati coperti gli altri torrenti, il quadro legislativo italiano ed europeo è profondamente cambiato. A seguito delle tragiche alluvioni che hanno colpito il Paese negli ultimi decenni, norme rigorose come il Codice dell’Ambiente e le direttive dell’Autorità di Bacino Distrettuale della Sicilia hanno vietato in modo assoluto qualsiasi nuova opera di copertura o tombamento dei corsi d’acqua naturali.
I torrenti coperti decenni fa sono considerati oggi elementi di forte vulnerabilità territoriale. Trasformare un alveo in una galleria chiusa riduce la capacità di smaltimento dell’acqua durante le piene eccezionali e crea un rischio elevatissimo di ostruzioni a causa dei detriti, del fango e del materiale solido trasportato dalle montagne. Se in passato queste opere venivano autorizzate, oggi gli enti di tutela idrogeologica non rilasciano pareri favorevoli.
Perché sbalzi e semicoperture non si possono fare
Negli anni si è cercato di ipotizzare soluzioni di compromesso. Una delle più note è stata la proposta di “semicopertura” a spezzoni di circa 70-100 metri, pensata dall’ingegnere Andrea Bonaccorso e dall’associazione Progetto Eden, recepita anche in un progetto preliminare del Comune. L’idea prevedeva la copertura di brevi tratti strategici per realizzare rotatorie e aree di sosta fuori dalla carreggiata, lasciando scoperto il resto del torrente. Analogamente, si è discusso della possibilità di creare una copertura a sbalzo di soli 2 metri e mezzo, anche solo lato nord, per fare due sensi di marcia opposti ai lati del torrente.
Anche queste ipotesi sono state bocciate dagli enti di controllo. L’Autorità di Bacino e il Genio Civile applicano il divieto a qualsiasi manufatto o piastra rigida che si protenda sopra l’alveo, anche lasciando aperta la parte centrale. Ogni riduzione dello spazio aereo verticale sopra il torrente viene classificata come una restrizione dell’officiosità idraulica.
Messa in sicurezza in corso, ma la viabilità resta al palo
I cantieri attualmente aperti e la presenza dei mezzi meccanici sul greto del torrente confermano la direzione intrapresa. I lavori per la ricostruzione dell’alveo e il consolidamento dei muri d’argine, partiti all’inizio dell’anno e con ultimazione prevista per maggio del 2027, rappresentano un intervento fondamentale per la riduzione del rischio idrogeologico e la protezione del quartiere. Si tratta di opere necessarie ed è una buona notizia che si stiano finalmente eseguendo. Questo cantiere servirà a garantire la tenuta del canale e la sicurezza dei cittadini in caso di piogge eccezionali, ma servirà a poco o nulla per risolvere il problema del traffico. Il torrente resterà rigorosamente a cielo aperto e la sede stradale non guadagnerà nemmeno un centimetro.
L’impossibilità di risolvere la viabilità
La situazione del viale Annunziata rappresenta un vicolo cieco urbanistico per diverse ragioni concrete. La presenza delle auto parcheggiate lungo la strada costituisce una necessità per i residenti degli edifici adiacenti privi di parcheggi interni e per le diverse attività commerciali della zona, con la conseguenza che la sosta in prima fila occupa stabilmente una delle due corsie teoriche per lato, riducendo lo scorrimento a un’unica fila di veicoli. A questo si aggiunge l’assenza di spazi esterni, poiché tra le facciate dei palazzi e le sponde del torrente è difficile trovare aree libere o lotti da poter espropriare per realizzare parcheggi alternativi o per ampliare la carreggiata.
Con la carreggiata bloccata tra le facciate delle case e il letto del corso d’acqua, e con il divieto assoluto di toccare l’alveo, il viale Annunziata rimane privo di una soluzione strutturale per il proprio traffico. Gli unici lavori consentiti ed eseguiti restano quelli di messa in sicurezza, consolidamento e pulizia del torrente rigorosamente a cielo aperto, mentre la viabilità della zona rimane condannata a un’eterna strozzatura. Per recuperare una corsia sarebbe necessario vietare lato torrente i parcheggi, che però poi potrebbero risultare insufficienti, e spostare lo spartitraffico in modo tale da dividere i flussi in discesa e salita.
Strade nuove
L’unica vera alternativa per alleggerire l’imbuto del viale Annunziata può essere la realizzazione di infrastrutture di collegamento esterne.
La prima soluzione a portata di mano è la strada Annunziata–Pace, un’arteria di raccordo pensata per collegare direttamente la galleria San Jachiddu con la Panoramica (all’altezza delle gallerie Bosurgi), evitando così di scaricare tutto il flusso veicolare della tangenziale sulla sola corsia del viale. Opera da circa 18 milioni di euro, già prevista nel Prg, il cui iter è rimasto però fermo allo studio di fattibilità per la mancanza di fondi destinati alla progettazione esecutiva.
La seconda e più imponente infrastruttura è il prolungamento a nord della tangenziale, la cosiddetta “Tangenziale Nord” fino a Granatari e Mortelle. Un’opera complessa composta da gallerie e viadotti che scavalcano le colline e i torrenti della riviera. Il progetto, dal valore stimato di mezzo miliardo di euro, è oggi inserito all’interno dell’opera complessiva del Ponte sullo Stretto. Se realizzate, queste due vie d’uscita permetterebbero di evitare il nodo critico dell’Annunziata, intercettando il traffico diretto verso la zona nord della città prima che si imbottigli sul viale scoperto.


in tutto questo vi siete scordati l’inciviltà degli automobilisti che lasciano i prorpi mezzi in doppia fila per comprarsi il pane , garantiti dai ” 5 minuti che vuoi che siano ” , ma sopratutto il mancato divieto dei mezzi pesanti che salgono e scendono dall viale per imboccare la galleria, sperando sempre che non succeda mai nulla, sopratutto adesso che cominiano le scuole.
io ritengo che la volontà nel voler fare le cose proviene dal potere di volerle fare. il caso del ponte ad unica campata….. quindi aldilà della nuova o vecchia legislatura in cui prima si e dopo non si possono coprire i torrenti , nella fattispecie, nasce proprio la necessità di realizzarlo , per una causa di forza maggiore , la Viabilità che in questo tratto di strada , soprattuto con l’apertura della galleria , è oramai al collasso, a causa dell’aumento residenziale e veicolare che è aumentato a livello esponenziale .
Praticamente solo chiacchiere.
Bene. Finalmente sono riuscito a capire perché non si è presa in considerazione operativamente l’ipotesi di copertura del torrente
Se i torrenti coperti decenni fa ,risultano elementi di forte vulnerabilità ,perchè è stato permesso a salita Papardo ,Viale Giostra ,Viale Europa di realizzare sopra posteggi pseudo interscambio ? Per gli enti preposti ,in questo caso ,era tutto regolare o qualche dubbio se lo sono posti in caso di esondazione ? Faccio un appello ha chi ha scritto questo articolo e a chi di competenza di dare delle risposte esaustive a queste domande più che lecite.
I camion passano indisturbati anche nella galleria.
Controlli zero assoluto. Anche telecamere tipo ztl e le multe che arrivano al domicilio……potrebbe essere un deterrente.
La tangenziale……non esiste, ma la strada con la panoramica……un sindaco da poco eletto…..ha tempo x programmare, trovare i soldi, e magari anche iniziare i lavori.
Basile…….batti un colpo.
Il Codice dell’ambiente vieta la nuova copertura dei torrenti naturali, peccato
che in questa citta’ non siano stati vietati i parcheggi di interscambio, che non
sono di interscambio, sopra i torrenti già coperti! Sovraccaricare una strada che
già scorre sopra un torrente non comporta un maggiore rischio per l’incolumità delle
persone e delle macchine?
Ma a Messina evidentemente si puo’ fare tutto!
Ma che c’entra il ponte?
Il torrente annunziata è già oggetto di strozzature sull asse verticale. Ci sono due ponti, uno più grande e uno più piccolo, ed è inoltre completamente coperto all’inizio e alla fine.
Da ignorante in materia credo che coprire il relativamente piccolo tratto rimasto scoperto non cambierebbe così tanto la capacità di smaltimento delle acque in caso di piena, in quanto come detto ci sono già diversi colli di bottiglia che limitano già il passaggio delle acque in maniera libera. Ok, il quadro normativo, ma mi sembra che viste le già diverse limitazioni, si potrebbe protendere verso un miglioramento della sicurezza per risolvere invece in maniera definitiva il problema del traffico in questo ormai importante arteria, in quanto in certi momenti diventa difficile garantire anche adeguate vie di fuga in caso di problemi, anche riguardo eventuali ambulanze e mezzi di soccorso. Il problema rimarrebbe solo quello di garantire una adeguata pulizia del torrente anche da chiuso.
Colpa delle piste ciclabili, capitali spesi per niente, anziché ponderare sulle priorità.
L’applicazione stupida ma sorprendentemente rigorosa di una legge che si prefigge obiettivi ben più importanti che una fiumara.
Quindi costruiamo nuove strade, con i tempi e con i modi magari che hanno caratterizzato e caratterizzano ancora (dopo decine di anni) la costruzione dello svincolo qualche chilometro più su, e si autorizza il mantenimento di una discarica a cielo aperto lunga chilometri, non meno rischiosa per mille motivi e comunque ripugnanti con costi di manutenzione (della discarica) infiniti nelle dimensioni e nel tempo e sempre e comunque a fondo perduto.
Io non credo che non ci possa essere una eccezione o un compromesso per coprirne almeno una parte, anche mettendo la testa sotto la sabbia e non considerando i vantaggi enormi che ciò comporterebbe. Abbiamo autorizzato la costruzione di un arena in cemento armato a capo peloro, la tarigghia a piazza Cairoli (ora anche la sua rimozione), il tram la cui ristrutturazione della linea richiede due anni, la costruzione di un condominio sopra viale boccetta rosicando i piloni dell’autostrada , giusto per citare qualche evento più antico o più recente della storia messinese. E non si può mettere una tavoletta su una tazza del WC?!?
Seeee come no , un altra favoletta
Ci sarebbe una alternativa. Considerato che gli ingorghi principali avvengono nella direzione di marcia monte verso mare, basterebbe rendere senso unico la strada attualmente a doppio senso e utilizzare la via del fante in direzione mare-monte. con divieto di sosta permanente su via del fante. E, realizzare una rotatoria all’incrocio con via Preitano.
Anche la strada Paradiso-Citola (allaccio all’altezza del complesso residenziale “Parnaso”) dovrebbe essere presa in considerazione.
Grazie a sto ponte (campato in aria) sono bloccati i fondi per realizzare la strada che collegherebbe la galleria San jachiddu alla panoramica decongestionando tutto il traffico diretto sulla riviera ma anche al Parnaso e abitazioni attigue, cioè la maggior parte degli automobilisti che si servono della galleria.
La soluzione più facilmente realizzabile e più utile.
Quando una cosa non si vuole fare ecco la classica frasette lo chiede l europa”.finiamola con sta farsa.il torrente si può coprire eccome.cosi come sono stati coperti gli altri e parte anche dello stesso torrente annunziata
Pubblicate questi pareri del Genio Civile e dell’autorità di bacino. Personalmente avevo raccolto ben altri pareri.
La proposta alternativa che presentate mi sembra, questa si, di forte impatto ambientale e da inserire nell’elenco del libro dei sogni messinesi.
È veramente curioso che i vincoli vengano giustamente rispettati per quest’opera,anche se importante, mentre per il ponte,i utile e dannoso, i vincoli possono essere violati senza nessun rispetto. Due pesi due misure, qui gatta ci mangia.