30 km a nord ovest di Alicudi, che a sua volta è 50 km a nord in corrispondenza di Santo Stefano di Camastra
Magnitudo 5.5 e profondità di 9 chilometri sono valori che possono far paura. Lo sciame sismico in corso ha epicentro, per fortuna, in mare aperto, circa 30 chilometri a nord ovest di Alicudi, la più occidentale delle isole Eolie.
Si tratta di un evento energeticamente importante, ed è stata proprio la combinazione tra la magnitudo elevata e la quota ipocentrale relativamente superficiale a far sì che le onde sismiche si propagassero con forza lungo un’ampia porzione di territorio. La scossa è stata avvertita distintamente lungo l’intera fascia costiera tirrenica, da Messina fino a Palermo, spingendosi fino alle aree interne dell’isola tra le province di Enna e Catania.
Se sulla terraferma siciliana non si registrano danni a persone o cose, il “merito” è della localizzazione dell’evento, avvenuto interamente in mare. La mappa dell’Ingv individua l’epicentro in esatta corrispondenza con il confine marittimo che separa la provincia di Messina da quella di Palermo, nel tratto compreso tra Castel di Tusa e Finale di Pollina, che si trova a circa 130 km da Messina e 90 da Palermo.
Non è un “Terremoto a Palermo”
Nelle ore successive alla scossa, diverse testate nazionali hanno titolato parlando di “Terremoto a Palermo” o “Terremoto al largo di Palermo”. Si tratta di un’approssimazione tipica dell’informazione nazionale, che tende a ricondurre gli eventi geografici ai capoluoghi, anche quando questi si trovano a grande distanza dall’epicentro.
Parlare di evento palermitano è improprio, nonostante sia il capoluogo più vicino. L’epicentro si trova nello specchio di mare antistante le Eolie occidentali e la costa tirrenica compresa tra il Messinese e il Palermitano.
La situazione ad Alicudi e Filicudi, le comunità più vicine
Se la terraferma siciliana ha avvertito il sisma senza riportare conseguenze stabili, la situazione appare diversa nelle isole minori. Alicudi e Filicudi rappresentano i lembi di terra emersa più vicini all’epicentro. È qui che si sono registrati i danni maggiori, per quanto fortunatamente contenuti e non strutturali.
Si parla di comunità che, al di fuori della stagione turistica estiva, contano una popolazione residente di circa 100 abitanti ad Alicudi e 200 a Filicudi. Pur trattandosi di piccoli nuclei abitativi, i residenti di queste isole si sono trovati nella posizione di maggiore vulnerabilità e rischio proprio a causa della stretta vicinanza con l’origine del fenomeno sismico.
La geografia della scossa: le distanze dalla costa siciliana
Per comprendere la posizione geografica del sisma rispetto alla Sicilia, è utile analizzare le distanze in linea d’aria. Da Alicudi alla costa siciliana: l’isola si trova in corrispondenza del tratto costiero di Santo Stefano di Camastra, da cui dista circa 50 chilometri in mare aperto. Dall’epicentro alla terraferma siciliana: calcolando che il punto di origine della scossa è situato a circa 30 chilometri a nord-ovest di Alicudi, la distanza totale dell’epicentro dalla costa siciliana corrisponde alla somma dei due tratti (distanza Alicudi – Santo Stefano di Camastra + 30 km), posizionando l’evento a circa 80 chilometri dalla terraferma isolana.

